Lavoro, immigrazione e Unione Europea

In Italia, come un mantra, si sente dire che l’immigrazione viene incentivata per abbassare le condizioni del lavoro e le retribuzioni dei lavoratori italiani, all’occorrenza sostituendoli. Non di rado si sente echeggiare anche da destra il marxiano “esercito industriale di riserva”!

Restando sul punto e senza analizzare le implicazioni e le conseguenze politiche di una simile affermazione, sorgono spontanee diverse domande: perché non si dice che a distruggere le condizioni di lavoro e le retribuzioni dei lavoratori italiani sono state (per limitarci agli ultimi vent’anni) le deregolamentazioni ‘made in UE’ del pacchetto Treu (1997, lavoro interinale), della legge Biagi (2003, proliferazione di forme contrattuali flessibili e precarie) della legge Fornero (2012, facilitazioni dei licenziamenti individuali per motivi economici) e del Jobs Act renziano (2014) con annessi buoni di lavoro, i voucher? Perché non si dice che, quando si è sottopagati, c’è qualcuno che ti sottopaga e che lo può fare perché le direttive europee e gli adeguamenti normativi “nazionali” (le virgolette sono ‘di rigore’) glielo consentono? Perché non si dice che quell’ “esercito industriale di riserva” è stato innanzitutto, e in tanti comparti lo è ancora, determinato –accresciuto…– tra cittadini di uno stesso Stato, di ogni singolo Stato sul continente europeo, per volontà dell’Unione Europea e dei servili governi “nazionali”, in testa quelli italiani? Perché non si dice che la deregolamentazione del lavoro è imposta dalle direttive, dai vincoli e dagli obblighi euroatlantici, ed anche dallo smantellamento delle sovranità nazionali e delle forme di protezionismo sociale statuale, dalle deregolamentazioni, dalle delocalizzazioni, dallo spostamento dei capitali e delle merci?

Perché in certa “sinistra” ed in “certo” sovranismo anche ‘nostrani’, quando si parla di emigrazione / immigrazione e lavoro, non si dice tutto questo e si è di fatto indulgenti con chi ci opprime? Perché si vuole indirizzare la rabbia sociale nel vicolo cieco delle solite (e filo-dominanti) guerre tra poveri? C’è un’incapacità di analisi o a quali interessi si vuole rispondere?

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Scuola: diploma in quattro anni e addestramento euroatlantico. Bruxelles ordina, Roma esegue

Diploma in 4 anni: firmato il decreto che avvia la sperimentazione in 100 classi di Licei e Istituti tecnici.

Si tratta di un ulteriore passaggio di un lungo percorso (in maniera evidente almeno dalla riforma Berlinguer, ad oggi vent’anni) di allineamento europeo del sistema scolastico italiano verso l’adattamento al modello (scadente) di riferimento USA: un’acculturazione minima per l’acquisizione di competenze tecniche attraverso pratiche di addestramento.
Per dare una parvenza di serietà, si assicura che non saranno fatti ‘sconti’: gli “obiettivi specifici di apprendimento” dovranno essere raggiunti lo stesso, eventualmente con un potenziamento dell’orario scolastico. Lo studio di una disciplina dovrà avvenire in una lingua straniera e le proposte dell’Istituto interessato dovranno distinguersi per un elevato livello di innovazione con rimodulazione dei piani di studio e utilizzo delle tecnologie.

Il tutto s’intreccerà con l’alternanza scuola-lavoro, un congruo numero di ore obbligatoriamente dedicate ad attività “lavorative” –ovviamente non retribuite– presso aziende, che ogni studente deve espletare durante l’arco del triennio delle scuole superiori (200 ore per i licei, 400 ore per gli altri indirizzi di studio). Il tutto sottraendo fatalmente tempo allo studio pomeridiano, quando non addirittura alle ore di lezione mattutine.
Come palesato da svariate testimonianze di studenti e insegnanti in merito a contenuti e messaggi veicolati in tali attività, emerge che l’obiettivo sta non nelle sbandierate esperienze professionali, ma in una vera e propria opera di indottrinamento alle “virtù” della società neo-liberista: a) individualismo e spirito di competizione come regole non solo lavorative, ma di vita; b) asservimento di ogni aspetto dell’esistenza alla logica del mercato; c) non pensabilità di un’alternativa a questo modello economico e sociale.
Come se non bastasse, il progetto di riforma dell’esame di maturità messo in campo dal MIUR prevede che la valutazione dell’alternanza scuola-lavoro concorra in maniera non trascurabile a determinare il voto finale.

Insomma, altro che formazione e crescita della persona e del cittadino, attraverso la trasmissione di conoscenze e la coltivazione dello spirito critico. Ci si avvicina in modo sempre più sistematico allo sfornamento in batterie di individui fragili e manipolabili.
Tutto questo non nasce dal caso ma, appunto, è frutto di svariate “raccomandazioni” provenienti dalle istituzioni europee, da ultima la Raccomandazione del Consiglio sul programma nazionale italiano di Riforma 2014 del 02.06.2014 .
La lotta di liberazione nazionale è decisivo che sia portata anche tra i banchi di scuola.

Indipendenza
7 agosto 2017

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Roma, 8 agosto verso la V assemblea nazionale di Indipendenza

Verso la V^ assemblea nazionale di “Indipendenza” (16 settembre)

A Roma, martedì 8 agosto 2017, ore 19
via Pullino 1 (fermata Metro B “Garbatella”)

 

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8agosto

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Venezuela: disinformazione e spunti di riflessione

Elementi su cui riflettere, concernenti tanto la rimozione della Procuratrice della Repubblica, Luisa Ortega Diaz,   quanto il perché il Parlamento venezuelano è stato dichiarato illegittimo di Attilio Folliero.

Una chiosa. Si fa un gran parlare di colpo di Stato da parte del presidente legittimo, Maduro. Di seguito i due articoli della Costituzione bolivariana, che smentiscono ciò. Sono scientemente ignorati dai disinformatori di massa che stanno facendo la loro parte nel sostegno alla spirale violenta ‘made in USA’ in corso in Venezuela, finalizzata al rovesciamento della rivoluzione bolivariana.

Capitolo III. Dell’Assemblea Nazionale Costituente

Articolo 347
Il popolo del Venezuela è il depositario del potere costituente originario. In esercizio di detto potere, può convocare una Assemblea Nazionale Costituente con l’oggetto di trasformare lo Stato, creare un nuovo ordinamento giuridico e redigere una nuova Costituzione.

Articolo 348
L’iniziativa di convocazione dell’Assemblea Nazionale Costituente può essere presa dal Presidente della Repubblica in Consiglio dei Ministri; dall’Assemblea Nazionale, mediante accordo dei due terzi dei suoi membri; dai Consigli Municipali in consiglio comunale, mediante il voto dei due terzi degli stessi; o dal quindici per cento degli elettori iscritti ed elettrici iscritte nel Registro Civile ed Elettorale.

 

Vedasi inoltre:

Disinformazione, ‘made in RAI’, sul Venezuela. Di Attilio Folliero

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Arresti al G20 di Amburgo: ancora detenuti senza accuse i nostri connazionali

Ad Amburgo, una delle principali città del Venezuela, il governo del ‘dittatore Maduro’ detiene da un mese senza accuse alcuni nostri connazionali, tra cui due ragazzi veneti, colpevoli solo di manifestare contro un ordine ingiusto e antidemocratico. Ah, no, scusate: Amburgo non è in Venezuela ma nella democratica Germania, i ragazzi erano teppisti/black block/eversori e non pacifici oppositori e quello del capitalismo ‘made in UE’ è il miglior mondo possibile. Comunque questi ragazzi sono detenuti veramente, purtroppo. (Alberto Leoncini, Indipendenza, Treviso)

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Il fantoccio Al Serraj e il governo italiano in confusione

La vicenda libica è la spia –non la sola– del livello approssimativo e della pochezza della politica estera italiana di sudditanza all’euroatlantismo. Non parliamo dell’ignobile aggressione al seguito dell’asse USA-Francia-Gran Bretagna nel 2011 (un secolo dopo la precedente aggressione), ma di ciò che in queste ore si sta consumando.
È noto che il presidente libico, Fayez al-Sarraj, è la figura-fantoccio della cosiddetta “comunità internazionale”, cioè gradito a Washington, una figura estremamente debole, abbandonato dalle principali tribù della parte del Paese che dovrebbe sostenerlo, osteggiato dall’esercito libico guidato dal generale Khalifa Haftar, che gode di un effettivo sostegno popolare e che non si è prostrato a Washington o a un qualche altro governo più o meno vassallifero dell’area atlantica.
Per chi segue le vicende libiche, si tratta di aspetti noti, acclarati da tempo.
Ora, dopo l’intervento ostativo alla “missione italiana” da parte del generale Khalifa Haftar, il vice presidente del Consiglio presidenziale libico, Fathi Al-Mejbari, smentisce il suo presidente, al Sarraj, circa l’autorizzazione alla missione navale italiana, che bolla come “un’infrazione esplicita dell’accordo politico” e delle sue clausole, in particolare quelle relative alla “sovranità della Libia”. Aggiunge che “non esprime la volontà del Consiglio presidenziale del governo di intesa”. Addirittura fa appello alla comunità internazionale e al Consiglio di Sicurezza dell’ONU perché prendano una posizione sulla missione navale italiana.
Da rilevare che, come norma di funzionamento, il Consiglio presidenziale rilascia dichiarazioni all’unanimità. Emerge, quindi, che al Sarraj ha parlato ed agito a titolo personale. Poco importa se ora questi tornerà sui suoi passi, così come non è adesso importante entrare nel merito del ‘nodo’ emigrazione / immigrazione che è alla base dell’accordo in questione.
Resta la pochezza imbarazzante della politica estera di un governo, quello Gentiloni, e di un ministro degli esteri, Alfano, che non si sono posti nemmeno la questione della credibilità e dell’affidabilità di un interlocutore-fantoccio senza seguito nel suo Paese. Anzi, dalla Farnesina, non paghi dell’evidenza, le parole di Fathi Mejbari vengono fatte rientrare “nella dinamica di un dibattito interno libico –che l’Italia rispetta pienamente– e non inficiano in alcun modo il rapporto di cooperazione tra i due Paesi”.

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Roma, 16 settembre: quinta assemblea nazionale di Indipendenza

La V^ assemblea di “Indipendenza” si terrà a Roma il 16 settembre 2017 (sabato), dalle 10 alle 18. Di seguito locandina e articolazione della giornata.

Diversamente dalle iniziative (pubbliche) che promuoviamo anche in collaborazione in diverse parti d’Italia, all’Assemblea si partecipa su prenotazione (gratuita).
Chi sia interessato, è quindi invitato a scriverci in privato. E’ un modo per conoscersi e per illustrare, oltre quanto indicato nella locandina, le modalità di svolgimento.

qui l’evento facebook

V^ assemblea nazionale dell’associazione Indipendenza

A Roma, sabato 16 settembre 2017 (dalle 9,30 alle 18,00)

Ore 9.30 / 10.00 : Accoglienza.

Ore 10.00 / 10.30 : Bilancio teorico e storico a 100 anni (1917-2017) dalla Rivoluzione d’Ottobre.

Ore 10.30 / 13.00 : Relazioni
– Analisi dello scenario internazionale e nazionale.
– Tesi sull’emigrazione / immigrazione.
– Tesi sul lavoro.

Ore 13.00 / 15.00 : Pranzo

Ore 15.00 / 16.00 : Azione politica dell’associazione. Il bilancio, le voci, le proposte.

Ore 16.00 / 18.00 : Dibattito

Ingresso libero su prenotazione. Info: 3489950943

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v assemblea nazionale indipendenza

 

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