Roma 22 marzo: omaggio a Enrico Mattei con la proiezione di Potere e petrolio

Proiezione docufilm “Potere e petrolio”.
Omaggio ad Enrico Mattei

A Roma, venerdì 22 marzo 2019, alle ore 20,00
via Luigi Barzini senior, 38
(tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda)

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enrico mattei

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Roma, 19 marzo: neocolonialismo in Africa

Neocolonialismo in Africa. 
Linee generali e situazioni particolari

A Roma, martedì 19 marzo 2019, alle ore 20,00

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Sciopero per il clima: lo spunto di Indipendenza

Condividiamo la rassegna ‘LightBlu green edition’ di questa settimana dedicata all’industria zootecnica e al suo impatto sull’ambiente.

Oltre ai profili di merito, si richiama l’attenzione su alcuni aspetti: anzitutto che anche un’organizzazione come Greenpeace abbia chiarito:

1. come le politiche dell’Unione Europea siano chiaramente orientate a vantaggio di ben precisi interessi (la grande industria e la monocultura),

2. il fatto che gli anelli deboli della filiera (piccoli produttori e animali) subiscano questo stato di cose come già sottolineavamo qui 

3. e, da ultimo, il fatto che non sia affatto previsto alcun cambio di rotta delle linee strategiche della nefasta PAC (politica agricola comune).

Insomma, qualsiasi alibi ‘ambientalista’ per l’integrazione europea è una pia illusione.

Sovranità alimentare, scelte di consumo e organizzazione politica: che fare? Note per un dibattito

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Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Che il regionalismo differenziato sia un tema che occupi Governo e Parlamento e non chi “rappresenta l’unità nazionale” (art. 87 Cost.), come ha dichiarato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha davvero dell’incredibile, come se non fosse patente l’intento disgregativo di tali dinamiche.

Certo è coerente con l’accettazione dei vincoli e dell’orizzonte europeo come unica prospettiva possibile e in questo senso, se non ci si scandalizza per quest’ultimo, si può tranquillamente accettare che alcune regioni diventino una marca periferica del blocco neocarolingio.

Quanto alle olimpiadi della neve del 2026, grottesco che prima si lancino allarmi sul cambiamento climatico, poi si sostengano i soliti fallimentari modelli del ‘capitalismo dei disastri’, coerenti con il modello di sviluppo mordi-(sfrutta)-e-fuggi.

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

Veto e disvelamento euroatlantico di Mattarella

https://noregionalismodifferenziato.home.blog/

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CAPITALISMO GLOBALIZZATO E SCUOLA. Per un’idea regolativa di scuola pubblica nazionale

È in programmazione la ristampa del volume ‘Capitalismo globalizzato e scuola. Per un’idea regolativa di scuola pubblica nazionale’ di Massimo Bontempelli e Fabio Bentivoglio, secondo titolo della nostra collana libraria.

Si tratta di un lavoro scorrevole nella lettura ed al contempo denso, essenziale (non solo per chi opera nel campo dell’educazione, quindi) per l’orientamento e la comprensione del riverberarsi in quell’ambito degli snodi di fondo economici e geopolitici.

L’auspicio è che la ristampa possa avere nuove prospettive di diffusione e alimentazione del dibattito; per questo invitiamo gli interessati a manifestarci il loro interessamento, in particolare facendo presente l’eventuale numero di copie cui sarebbero interessati o le modalità promozionali (presentazioni, incontri con gli insegnanti,…) cui si potrebbe dar corso.

Essendo un’iniziativa editoriale autofinanziata, chiediamo di segnalare in posta il proprio interessamento e la disponibilità al versamento di un acconto; per ordini plurimi, sul prezzo di copertina sarà possibile concordare un prezzo scontato. Teniamo a far presente che l’eventuale differenza positiva rispetto alla copertura dei costi vivi andrà a beneficio del progetto politico e sociale di Indipendenza.

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.orgCapitalismo globale e scuola

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Il patriottismo atlantico di Giorgia Meloni

La cornice è atlantica, quella della Conservative Political Action Conference (Cpac), edizione 2019, a Washington. È la più grande manifestazione al mondo dei conservatori, organizzata dall’American Conservative Union (ogni anno, dal 1973).

Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, iscritta insieme alla Lega di Salvini alla piattaforma “The Movement” di Steve Bannon (l’uomo che, per conto di Washington, sta raccordando le forze atlantiche sedicenti sovraniste in Europa), è stata l’unica politica italiana invitata, una settimana fa, a parlare di sovranità e di Europa. Ha reiterato le posizioni subalterne ed atlantiche della tradizione della destra italiana. Tanto per esser chiara e gradita alla platea e al presidente Trump, anch’egli partecipe della Conferenza, ha esordito sul Venezuela allineando il suo partito al tentativo USA di scardinamento della sovranità e del tipo di società che si sta costruendo nel paese latinoamericano («il partito che presiedo, Fratelli d’Italia, è in prima linea nel sostenere la causa della libertà del popolo venezuelano dal dittatore comunista Maduro») ed esprimendo «una posizione chiara a sostegno di Guaidó», il patetico e ormai scaduto nel ridicolo fantoccio degli USA.

Si è quindi soffermata sull’Unione Europea (sulla sua «deriva antidemocratica») affermando che «a chi vuole gli “United States of Europe” noi rispondiamo che vogliamo “a United Europe of States”». Insomma «una grande confederazione di Stati nazionali liberi e sovrani, capaci di cooperare su alcune grandi materie: immigrazione, sicurezza, mercato unico, difesa, politica estera; ma liberi di autodeterminarsi su tutto ciò che può essere meglio deciso a livello nazionale e locale». Pari pari l’idea degli “United States of Europe” dell’atlantico Altiero Spinelli. Uno stato confusionale della Meloni? Certo, ma in quello scioglilingua “United States of Europe” / “United Europe of States” in cui la Meloni si è persa, lei un intendimento chiaro e compiacente verso Washington ce l’aveva: sostenere l’idea statunitense di Europa contro quella germanica, forse carolingia (vedremo se il Trattato di Aquisgrana franco-tedesco reggerà).

In tutto questo, in conclusione, dov’è il patriottismo di Fratelli d’Italia? Nell’atlantismo, of course, nonostante e contro gli interessi dell’Italia, subalterna al pluridecennale asservimento a tutto campo nei confronti degli USA.

Aquisgrana: metamorfosi o fine dell’Unione Europea?

Il cosiddetto sovranismo di destra italiano: un’antitesi fattiva

Sovranismo e sovranismo, ovvero, tra ambiguità e coerenze

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

“Yes, yes, alalà”, ovvero sovranismo atlantico di destra

Il ‘sovranista’ Paolo Savona e la sua federalista-spinelliana “Politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa”

Brasile/ L’estrema destra dei ‘Chicago boys’ al potere

Gli aiuti umanitari come ‘casus belli’. Juan Guaidò: “I morti non sono un costo, ma un investimento per il futuro”

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Sulla Lega salviniana, tutt’altro che ‘sovranista’ e ‘nazionalista’

C’è chi, in Italia, propone terze vie rispetto a due entità viste come tra loro opposte, e nei confronti delle quali ci si vorrebbe contrapporre: da un lato la “globalizzazione neoliberista” di cui la UE è un’espressione e dall’altro la Lega salviniana “sovranista” e “nazionalista”.

Sono in diversi, salvo rarissime eccezioni, a convenire su detta contrapposizione, un gioco di specchi e di interessi politici che è trasversale a forze politiche interne ed estere, passando per il sistema massmediatico dominante, ad includere, paradossalmente, le stesse entità in questione (istituzioni UE e Lega). Ci si sforza di distinguersi, da angolazioni diverse, proprio assumendo quella opposizione non fondata e mal posta (nel caso della Lega) in quei termini. Se le motivazioni e gli ‘interessi’ sono indubbiamente diversi, convergente è l’interesse a mal attribuire quei concetti (vere e proprie idee-forza) di sovranità e di nazione. In tal modo, a ben vedere, rivelando la propria inconsapevole o inconfessabile internità al quadro sistemico dominante, conflittuale al suo interno, della “globalizzazione neoliberista”.

Nell’analisi di Indipendenza 1. non c’è opposizione tra UE e Lega ma, al più, una diversificazione interna allo stesso mondo global/liberista (tra settori di classe dominante ‘carolingia’ e settori di classe subalterna e sub-dominante ‘padana’ aspirante, peraltro illusoriamente, ad un’ascesa di ‘status’) 2. di “sovranista” e di “nazionalista” nella Lega di Salvini non c’è nulla, ma proprio nulla, ma assolutamente nulla. Il supposto “sovranismo” si è sciolto come neve al sole nel più consono alter-europeismo ‘made in USA’ (fintantoché i carolingi non saranno più ‘accoglienti’…) ed il fantasmagorico “nazionalismo” è il sottile velo che malamente copre appetiti locali di classi lombardo-venete desiderose di transitare in una piattaforma macro-regionalista di circolazione più proficua degli sghei/schei (denaro).

Al netto di un lungo argomentare di esempi, l’obiettivo leghista del “regionalismo differenziato” è infatti la quintessenza della negazione della sovranità nazionale e allo stesso tempo della correlata introiezione ideologica della frantumazione degli Stati-nazione politicamente periferici nell’Unione Europea, con relativa integrazione di porzioni di esso nella sfera carolingia (franco-tedesca).
Insomma, la verniciatura “sovrana” e “nazionale” (nel senso di “italiana” e non più fantasmagoricamente padana) del decantato nuovo corso della Lega salviniana è sempre stata una colossale mistificazione per chi avesse l’occhio attento ai contenuti programmatici. Ci si è presentati “nazionali” proprio per realizzare il tradizionale obiettivo della Lega Nord di transizione in una macro-regione carolingia. Oggi detta verniciatura “sovrana” e “nazionale” si sta scrostando platealmente nel suo essere in sintonia con una prospettiva di implosione/frantumazione dell’Italia non sgradita alle ambizioni di potenza franco-germaniche e di inserimento del nord Italia in una macro-regione satellitare della Germania (leggasi: in condizioni ‘sudiche’, in senso geografico e di trattamento ‘sociale’, con una facilmente prevedibile forte forbice interna di interessi di classe).

Ora, resta un interrogativo che invitiamo a sciogliere: nella variegata (quantunque fortemente ridimensionata) “sinistra” (“moderata”/”radicale”), nella ancora ben più modesta area del cosiddetto “patriottismo costituzionale”, perché si ha interesse a reiterare, nonostante tanti riscontri a contrasto, questa bufala cosmica della Lega salviniana “sovranista” e “nazionalista”?

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

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