Roma, 28 aprile: Finanza ed economia, per un ‘che fare’ politico e organizzativo

Finanza ed economia, oggi: funzionamento e conseguenze. Per un ‘che fare’ politico e organizzativo (secondo incontro)

Interverrà Guido Grossi, esperto di diritto, economia, mercati finanziari

A Roma, venerdì 28 aprile 2017, alle ore 19,30 in via Luigi Barzini senior, 38 (tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda)

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Referendum Alitalia: ‘non ci sono alternative’, il concetto di elezioni ai tempi dell’UE

Queste sono le elezioni che piacciono alla UE: “non c’è alternativa”, quindi, cari sudditi, vi facciamo votare finché ratificate ciò che va bene a noi. Vediamo fino a quando gli va bene il giochino. (Alberto Leoncini, Indipendenza, Treviso).

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Trentennio glorioso, prima repubblica e altre magiche creature: per una critica ragionata al bestiario sovranista

Ci sono almeno tre argomenti, da ‘grande narrazione’, che vanno per la maggiore nell’area “sovranista”: 1. che per il riscatto politico e sociale dell’Italia sia possibile e bastevole tornare alla Prima Repubblica, che qualcuno arriva addirittura a definire “socialista”; 2. che i rapporti (politici, sociali, economici) di società siano già scritti nella Costituzione italiana del 1948 e che si tratti soltanto di applicarla, come si dice che sia stato fatto nei “trent’anni gloriosi”, cioè in quell’arco temporale che va dal dopoguerra alla prima crisi petrolifera del 1973 (per alcuni), alla metà degli anni Settanta (per altri), al 1978 massimo 1979 ma non oltre (per altri ancora); 3. che il ‘nodo’ della dipendenza pluridecennale dagli USA sia una questione secondaria, tant’è –si afferma con disinvoltura– che al tempo della Prima Repubblica le basi erano lo stesso presenti sul nostro territorio, ma quella (“gloriosa”) vecchia classe dirigente era riuscita a prescinderne, a sfilarsi sia pur non completamente dalla dipendenza dagli USA, a perseguire una politica autonoma, sovrana, d’interesse nazionale, a portare il Paese –nientepopodimeno– al rango di quinta potenza mondiale.

Intendiamoci, che l’Italia dei “trent’anni gloriosi”, della Prima Repubblica, faccia (per alcuni versi) la sua bella figura a confronto dell’Italia di oggi è storicamente riscontrabile, così come l’Italia di oggi farà la sua bella figura rispetto all’Italia peggiore che, continuando così le cose, sarà ‘fotografabile’ tra dieci anni.
Ma è sensato procedere in questo modo, prescindendo dalle contestualizzazioni e dalla comprensione degli effettivi accadimenti storici? Mescolando infondatezze, inesattezze e (parziali, quindi) “verità” storiche si rischia di alimentare convincimenti ingannevoli, aspettative illusorie, prospettive senza sbocco.

Ora, sottoporre a critica quelle argomentazioni, trattarne sulla rivista (“Indipendenza”), farne oggetto di confronto nel corso degli incontri formativi interni di “Indipendenza”, di videoconferenze e di iniziative pubbliche, ha il fine di comprendere un po’ di cosette: come si sia arrivati a questo punto, cosa non si deve ripetere, quali forze (interne ed estere) e dinamiche in mutate forme ci ritroviamo/ritroveremo a dover affrontare perché indisponibili a vedere un’Italia che si rimettesse in piedi e possibilmente, per giunta, con orientamenti inediti nella storia del nostro Paese, quale progettualità di liberazione articolare, su che basi radicare consensi e costruire organizzazione politica.
Si tratta di uno dei filoni dell’azione culturale e politica di “Indipendenza”. Invitiamo gli interessati a prendere contatto con noi in privato, a confrontarsi, a valutare come sia possibile procedere e costruire un lavoro comune al riguardo.

“Indipendenza”
21 aprile 2017

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Indipendenza nel trigesimo di Martin McGuinness: Tiocfaidh ár lá!

Un mese fa, il 21 marzo, si spegneva Martin McGuinness (23 maggio 1950 – 21 marzo 2017), patriota irlandese, socialista, prima dirigente dell’IRA (Provisional) poi del Sinn Féin. Un impegno politico portato avanti, fino alla morte, sin dal suo ingresso, giovanissimo, nel movimento repubblicano (a vent’anni era vice comandante della Derry Brigade, seconda brigata per importanza dell’IRA Provisional dopo quella di Belfast).
Martin McGuinness: Tiocfaidh ár lá.

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Roma, 20 aprile: Finanza ed economia, oggi: funzionamento e conseguenze

Finanza ed economia, oggi: funzionamento e conseguenze.
Per un ‘che fare’ politico e organizzativo
(I° incontro)

Interverrà Guido Grossi, esperto di diritto, economia, mercati finanziari

A Roma, giovedì 20 aprile 2017, alle ore 19,30
in via Luigi Barzini senior, 38
(tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda)

 

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Trump: da ‘outsider’ ai ranghi?

Sbeffeggiato criticato contestato, sotto minaccia anche di ‘impeachment’ quando, con alcune sue dichiarazioni, appariva un presidente ‘outsider’ e, ad esempio, parlava di distensione in Siria e nei rapporti con la Russia (ma non nei confronti di Iran, Cina e Corea del nord), ora Trump sembra essere ‘entrato nei ranghi’. “Sembra” perché l’integrazione piena nel tradizionale indirizzo bellicistico delle amministrazioni repubblicano/democratiche USA richiederà interventismi ben più pre/potenti e devastanti. Non ci si potrà infatti limitare ad atti estemporanei come il lancio di missili su una base militare siriana come ‘risposta’ ad una montatura del caso, o il ricorso ad una super bomba (in Afghanistan) più per ragioni intimidatorie verso soggetti geograficamente esterni al luogo prescelto che per la valenza militare ‘in loco’. La stessa tensione che Washington sta alzando con argomentazioni pretestuose contro la Corea del Nord se pure instrada verso l’integrazione di cui sopra, di certo non ne certifica ancora il compimento.

Non a caso però, negli States, quei centri di potere con annesse cordate di complemento (ad esempio massmediatiche), che denigravano e sputavano su Trump, ora plaudono o comunque hanno di molto ridimensionato la loro ostilità, attendendo di vedere a breve. Non ci si rassegnava all’idea di un neopresidente presuntivamente isolazionista, apparentemente incapace di comprendere la necessità impellente, nei mutati scenari multipolari, di un ancor più deciso interventismo bellicistico per riaffermare l’egemonia degli States.
Scontati gli apprezzamenti ‘a destra’, che dire dei critici europei di ieri di Trump, critici perché parte del codazzo servile della mancata cordata vincente, quella ‘democratica’ di Hillary Clinton? Tutto pare rientrato anche tra questi subalterni. Dai ‘sinistri’ governi europei alle stesse istituzioni dell’Unione Europea (in primis la Commissione), con annesso apparato massmediatico partecipe della totale falsificazione dei fatti, è tutto un ritrovarsi armonioso e allineato con i devastatori d’oltreatlantico. Il delinearsi di un ‘nemico comune’ rinsalda l’asse atlantico. E l’esercito europeo che si vuole far nascere è pronto a fare la sua parte negli scenari di guerra indicati dai decisori d’ultima istanza d’oltre Atlantico. In nome del grande sogno di pace dell’Unione Europea, beninteso!

Indipendenza
16 aprile 2017

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Repubblica Ceca: sganciato il legame valutario corona/euro

“Dalla Repubblica Ceca arriva un colpo alla stabilità dell’Eurozona. La Czech National Bank ha infatti deciso di sganciare la valuta locale, la corona ceca, dall’euro. La decisione è arrivata dopo un meeting straordinario di politica monetaria della banca nazionale ceca. Il tasso di riferimento della valuta nazionale, ancorato da tre anni a 27 corone per euro, sarà dunque abbandonato. Un segnale che potrebbe far pensare a una rinuncia di Praga al suo dichiarato obiettivo di entrare nella moneta unica”.

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