Israele, un voto per la guerra?

Se rieletto, Benjamin Netanyahu annuncia la volontà di annettere la valle del Giordano e una parte della Cisgiordania vicina al mar Morto, territori occupati nel 1967. Lo ha assunto come impegno, peraltro già prospettato in passato, e ora chiede in tal senso il voto (“un mandato chiaro”), in caso di vittoria alle elezioni generali del 17 settembre in Israele. Si tratta di dichiarazioni che mirano ad attrarre il voto di quegli elettori –in consistente numero– delle colonie nei territori occupati orientati a votare Likud o formazioni ancora più a destra.
Durissime le reazioni anche della componente moderata palestinese.

Nel marzo scorso, sostenuto da Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, Netanyahu aveva espresso l’intenzione di annettere anche lo strategico (per la sua posizione) altopiano del Golan siriano, territorio occupato militarmente da Israele dal 1967, senza che finora nessuno Stato abbia mai riconosciuto l’annessione. Ad alimentare questa prospettiva di nuova guerra, aerei israeliani hanno intensificato le violazioni dello spazio aereo siriano e libanese e bombardato. Antiaerea e lancio di missili hanno contrassegnato la risposta della Siria e soprattutto di Hezbollah.
Sullo sfondo inoltre, da tempo, con parole chiare e reiterate, Netanyahu sta fomentando l’ostilità e l’aggressività nei confronti dell’Iran, confidando in un intervento militare degli USA con Israele a sostegno.

L’Iran nel mirino. Perché

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

Palestina: scontri a Gerusalemme, in ricordo di Fadi Abu Salah e dei patrioti palestinesi

No al Giro d’Italia in Israele

Gli “Untermenschen” di Palestina

Palestina dimenticata

Roma/19 ottobre: Gaza e l’industria israeliana della violenza

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La tassa di Zingaretti sulla pipì?

Affari italiani ‘ci delizia’ sulla guerra urinaria tra Regione Lazio, che apre la possibilità al pagamento negli esercizi pubblici, ed il Comune di Roma che, con una delibera di pochi mesi fa, obbliga all’utilizzo gratuito dei servizi igienici. Chi la spunterà?

Considerato che Zingaretti e Raggi sono parte delle due principali forze del secondo governo Conte, non è che la cosa possa essere indicativa sulle modalità con cui si pensa di attuare almeno qualcosina-ina-ina-ina delle fantasmagorie del programma di governo (“europeista”)?

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Dario Romeo: quale sovranità per Indipendenza?

Fabrizio Mezzo: TTIP/Ceta: cavallo di Troia del liberismo

Fabio Bentivoglio: quale scuola per un’Italia liberata e solidale

Indipendenza su byoblu.com

I VIDEO

Integrazione europea e regionalismo differenziato: dentro la decostruzione dello Stato nazionale

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Uscito il numero 47 di Indipendenza

Sommario n. 47 (nuova serie) luglio/agosto 2019

– Editoriale/ Primo e secondo governo Conte: tra contenimento e restaurazione
– Sulla democrazia diretta per via telematica
– Il sovranismo e Papa Francesco
– Le “ricompense” di Oettinger
– Mattarella: nella NATO e nella UE, senza ‘se’ e senza ‘ma’
– L’ineffabile Conte al G7
– Sovranità, sovranismo e mistificazioni
– L’Italia post-industriale: un Paese in via di sottosviluppo
– Devastazione regionalista veneta
– Inquinamento da Pfas in Veneto
– Quale sovranità?
– Storia del debito pubblico in Italia dall’Unità ad oggi (seconda parte)
– Alle origini della UE. Spinelli, federalismo e atlantismo [Spinelli commissario europeo; moneta unica ed unione economica; dalla Commissione al parlamento europeo; Spinelli e il P.C.I. – (sesta parte)]
– Il “vincolo esterno” quale grimaldello politico della élite liberale italiana

-Le responsabilità di Parigi e i silenzi di Rackete

– Forma pubblicitaria e forma politica
– Gli otto punti dell’associazione Indipendenza

Per chi volesse acquistare una o più copie (rivista: 5 euro; ‘foglio’: 1 euro), o ricevere arretrati, o inviare contributi, o sottoscrivere un abbonamento (25 euro), questi i dati di riferimento:
Conto BancoPosta n° 78860004 (Paese IT, Check Digit 33, CIN N, ABI 07601, CAB 03200), intestato a Indipendenza.
[ Codice IBAN : IT33 N076 0103 2000 0007 8860 004 ]
oppure sul c/c n.78860004 intestato a: Indipendenza – casella postale 15305 – 00143 Roma-Laurentino.
Per versamenti da conti correnti postali (giroposta):
INTESTATARIO: Indipendenza periodico bimestrale
NUMERO CONTO: 000078860004

Per evitare ‘dispersioni’ postali, invitiamo a notificare ogni versamento a: info@rivistaindipendenza.org

Invitiamo chi parteciperà all’assemblea nazionale di sabato 14 settembre a prenotare il numero di copie necessarie per diffusione militante.

Diffondi, segnala, sostieni!

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indi 47

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Le ‘ricompense’ di Oettinger

“Si farà il possibile per facilitare il lavoro del nuovo governo italiano, quando entrerà in carica e per ricompensarlo”. Se ne è detto certo il commissario europeo al Bilancio uscente, il tedesco Guenther Oettinger, intervistato dall’emittente pubblica locale tedesca, la Swr. L’occhio indulgente e misericordioso, ovviamente ‘a tempo’, della Commissione Europea sa “ricompensare” le compiacenze e le sudditanze politiche.
Questo è concesso all’Italia: sperare in qualche “ricompensa”, in un qualche zuccherino, in una qualche ‘comprensione’ da concedere anche al più maltrattato servo dei servi.
Per avere –forse, peraltro– le “ricompense” di Bruxelles sarà necessario completare l’opera e avere una configurazione più chiara con la composizione della “squadra” di governo e con il suo indirizzo programmatico.

Le parole di Oettinger, un ‘rigorista’ di ferro (per gli interessi tedeschi), particolarmente sferzante negli anni con l’Italia, ben esprimono la soddisfazione che serpeggia a Bruxelles, Francoforte, Berlino, Parigi, senza dimenticare l’ “endorsement” da Washington, che ha molto apprezzato la fedeltà atlantica di Conte e del suo ‘regista’, il presidente della Repubblica Mattarella.
Tutto questo rischia di produrre un effetto paradossale, quello di infondere indirettamente un’aura ‘positiva’ nella costruzione di sé ad una figura imbarazzante, di uno scarso –per limitarci a questo– spessore politico, come Salvini, e di una forza –la Lega– alter-europeista (critica con la UE, in modo approssimativo e confuso peraltro, solo per la propaganda di sé), neoliberista, anti-nazionale (regionalismo differenziato ed atlantismo ‘di ferro’) e anti-sociale (vedasi i provvedimenti che auspica e la sua idea di società).

Sabato 14 settembre a Roma dalle 9,30 alle 17,00, in via Nomentana, 54 (vicino Porta Pia) appuntamento all’VIII assemblea di Indipendenza.
Senza sovranità ed indipendenza nazionale, nessuna liberazione sociale! La lotta continua!

Oettinger e il voto: verso una “Operazione punitiva” euroatlantica contro gli italiani?

L’ineffabile Conte al G7

Benedizione di Trump a governo M5S-PD

Attenti a quei due (Conte e Salvini)!

Mattarella: nella NATO e nella UE senza ‘se’ e senza ‘ma’

Il cosiddetto sovranismo di destra italiano: un’antitesi fattiva

Sulla Lega salviniana, tutt’altro che ‘sovranista’ e ‘nazionalista’

Draghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

Veto e disvelamento euroatlantico di Mattarella

Gli avvertimenti euroatlantici del Quirinale

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

Sul “decreto dignità” del governo

Sui minibot

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L’ineffabile Conte al G7

L’ex primo ministro Giuseppe Conte al G7 di Biarritz (24-26 agosto) ha parlato come da riconfermato primo ministro. Dai suoi stessi resoconti è forte l’impressione –diciamo così– che il suo ultimo discorso in Senato abbia anticipato la fuffa ‘politicamente corretta’ da G7 e che nella cittadina basca (Miarritze è il nome basco di Biarritz) abbia continuato a propagandare la sua immagine di accreditamento nei circuiti e tra i poteri internazionali che contano. Il che avrà ispirato ancor più fiducia in Italia (per le sue indubbie capacità, quando vuole, di mediazione e di accomodamento) presso i referenti politici ed istituzionali di quei circuiti e di quei poteri che di un mediatore capace dei contrastanti interessi affaristici interni ed esterni alla nostra nazione sono alla disperata ricerca. Inoltre, aspetto non sottovalutabile, Conte si è saputo presentare sui massmedia risultando simpatico, equilibrato, ‘a modo’ in settori anche disagiati della società italiana. Non guasta insomma che si sia apprezzati da chi sarà mazziato ulteriormente dalle politiche euro-atlantiche.

Temi già evocati, dicevamo, quelli del G7 e di Conte al G7, e qualcuno (che non sfuggirà scorrendoli) omesso nel suo discorso in Senato perché poco spendibile esteticamente (a fronte di un’Italia prostrata economicamente e socialmente), aggiunto invece nella cittadina basca: “green economy”, clima, energie rinnovabili, partenariato con l’Africa, contrasto alle diseguaglianze, trasformazione digitale, investimenti. Ha annunciato “la partecipazione dell’Italia a ben cinque coalizioni su importanti questioni ambientali, quali la riduzione delle emissioni, del consumo di plastica e di carburanti”. Ha promesso che l’Italia “aumenterà del 15% il contributo al Fondo per lotta ad Aids, Tbc e Malaria”. Dal punto di vista economico “dobbiamo” –ha usato il “noi” l’accattivante Conte– “incentivare tutti i governi a rielaborare i piani industriali in modo da indirizzare i rispettivi sistemi produttivi verso direzioni eco-sostenibili, sul presupposto che sostenendo costi economici nel complesso contenuti, le imprese saranno ben più competitive soprattutto nel medio-lungo termine”. Lo ha detto e lo ha scritto così, con assoluta disinvoltura. “Sul piano finanziario, dobbiamo coordinare e rendere ancora più efficienti i molteplici strumenti di finanziamento già esistenti”. Ohibò! “Efficienti” in che senso? Avrà forse pensato alla “efficiente” riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes)? Nell’edizione odierna de “il Fatto quotidiano”, così leggiamo a p. 5: “Conte –insieme a Giovanni Tria– è stato il garante di una linea (quasi) rigorista sui conti pubblici e decisamente autolesionista sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) cara al duo Macron-Merkel, che l’Italia non sta bloccando nonostante lo imponga al governo un voto del Parlamento e dei contenuti palesemente provocatori (lì dentro ci siamo [probabilmente un refuso: “ci sono”, ndr] 60 miliardi italiani, ma se dovessimo aver bisogno di aiuto non potremmo in futuro accedere a quei fondi, se non con pesanti “condizionalità”). Sono benemerenze che l’establishment UE tende a remunerare con la giusta dose di gratitudine”.

Ah, beninteso! Non è che non ci siano, tra quelli evocati sopra, diversi punti con una loro ‘dignità’. Ma in ben altri contesti, con ben diverse declinazioni. Cosa c’è da aspettarsi da un consesso, il G7, ovvero dal vertice dei ministri dell’economia dei sette Stati che ne fanno parte e che si ritengono (ogni commento è omesso al riguardo) le maggiori potenze economiche (Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito, USA e Canada), di cui tutte o quasi hanno spiccate responsabilità su ognuna delle criticità evidenziate e che, sugli ambiziosi punti propositivi, si candidano ad aggravare quelle esistenti e a produrne di ulteriori?

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Benedizione di Trump a governo M5S-PD

Sono ancora ore convulse sulla nascita o meno di un governo M5S-PD e poco prima delle 16,30 è arrivato –inusuale più nella modalità pubblica che nei tempi, rispetto alla storia coloniale, di sudditanza agli Stati Uniti, del nostro Paese– l’ “endorsement”, via twitter, del presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump.

Un ‘cinguettio’ che esprime i desiderata dell’amministrazione statunitense. “Sembra che si stia mettendo bene” per il primo ministro uscente Giuseppe Conte, scrive Trump che, dopo aver sottolineato che “lavora bene con gli USA”, esprime la speranza che rimanga Primo Ministro.

Attenti a quei due (Conte e Salvini)!

Mattarella: nella NATO e nella UE senza ‘se’ e senza ‘ma’

Il cosiddetto sovranismo di destra italiano: un’antitesi fattiva

Sulla Lega salviniana, tutt’altro che ‘sovranista’ e ‘nazionalista’

Draghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

Veto e disvelamento euroatlantico di Mattarella

Gli avvertimenti euroatlantici del Quirinale

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

Sul “decreto dignità” del governo

Sui minibot

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