2 febbraio: la strategia USA sull’Artico: cosa nostra!

– La Nuova Strategia USA (ottobre 2022) sull’Artico: Cosa Nostra!
– Notizie dal mondo/ Stati Uniti, Germania, Ucraina, Italia, Turchia..

Incontro telematico
Giovedì 2 febbraio 2023 alle ore 21:00 (info e registrazione gratuita in privato)

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Artico, scenari di ghiaccio

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Roma, 28 gennaio proiezione de ‘La fabbrica delle rivoluzioni’

– Proiezione video “La fabbrica delle rivoluzioni” (F. Fracassi).
– Confronto organizzativo.

A Roma, sabato 28 gennaio 2023
alle ore 10:00

via Luigi Barzini senior, 38
(tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda)

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Ucraina e ‘valori europei’: cronache dall’euroatlantismo reale

Ubbie e fantasmagorie del sovranismo europeista delle ‘sardine’

George Floyd, Trump e Piazza del Popolo

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Contro l’autonomia differenziata: incontro con Loretta Mussi e assemblea nazionale

Autonomia differenziata: disgrega la Repubblica, aumenta le disuguaglianze!

Il caso della sanità regionalizzata con la partecipazione di Loretta Mussi

Incontro telematico

Giovedì 26 gennaio 2023 alle ore 21:00 (info e registrazione gratuita in privato)

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Domenica 29 gennaio 2023, dalle 10:00 alle 16:30, al Liceo Classico “Tasso” di Roma, in via Sicilia 168, Assemblea Nazionale dei “Comitati per il ritiro di ogni autonomia differenziata”.

‘Autonomia differenziata’: contro l’unità nazionale, della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti

PD Veneto: la costola dell’autonomia differenziata

Italia/balcanizzazione autonomista e neoliberismo reale

La mozione finale del 31 ottobre contro ogni ipotesi di autonomia regionale differenziata

Enti locali, autonomia differenziata e taglio dei servizi pubblici


Sud Italia, Recovery Fund e agricoltura. Manifestazione a Roma

Mobilitazione nazionale contro il DDL Boccia e per il ritiro di qualunque autonomia differenziata

Regionalismo differenziato/Stralciato il DDL Boccia: vittoria di tappa!

Sergio Mattarella su regionalismo e integrazione europea: confessioni di un anti italiano

Il lato oscuro del regionalismo differenziato

Lega e regionalismo differenziato

Integrazione europea e regionalismo differenziato: dentro la decostruzione dello Stato nazionale

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

https://noregionalismodifferenziato.home.blog/

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19 gennaio: fuori dalla NATO! Imperialismo e anti imperialismo oltre gli slogan

– “Fuori l’Italia dalla NATO!”. I ‘nodi’ oltre lo slogan.

– Imperialismo, alter-imperialismo e anti-imperialismo.

Note di orientamento

Incontro telematico

Giovedì 19 gennaio 2023 alle ore 21:00 (info e registrazione gratuita in privato)

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Nazione e patria, stella polare di ogni liberazione/rivoluzione

Orientamenti preliminari all’idea di patria e di nazione

Le tesi sulla questione nazionale

Confederalismo/federalismo e sovranità nazionale

3 dicembre: manifestazione nazionale contro la NATO e l’imperialismo USA

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12 gennaio, dentro l’operazione Blue Moon, la droga come arma politica

DAGLI STATI UNITI ALL’ITALIA: OPERAZIONE “BLUE MOON”

– la droga come arma politica –

Incontro telematico

Giovedì 12 gennaio 2023 alle ore 21:00 (info e registrazione gratuita in privato)

articoli di approfondimento sull’Operazione Blue Moon sono usciti sui numeri 51, 52, 53 di Indipendenza

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Carenza di farmaci: per una progettualità di opposizione ai fenomeni speculativi

È ormai una notizia di cronaca la carenza di medicinali anche di uso comune per varie concause: allungamento e delocalizzazione delle filiere produttive, carenze di contenitori come flaconi, fenomeni speculativi e di accaparramento.

Come Indipendenza abbiamo articolato un progetto su Farmacap, la rete di farmacie municipali di Roma che ha tra i suoi punti proprio lo sviluppo in economia delle preparazioni galeniche di base per garantire alla popolazione l’accesso ai comuni preparati, la cui presenza sui banchi è oggi tutt’altro che scontata (cfr. anche Indipendenza 51).

Sul piano locale, l’autosufficienza farmaceutica e lo sganciamento dal business della salute sono un orizzonte strategico primario per le linee d’indirizzo politico che si auspicano. A questo proposito, per noi, è imprescindibile potenziare gli apparati produttivi pubblici, a partire da quelli ospedalieri e universitari, fino all’Istituto Farmaceutico Militare.

Roma/Centrale del latte: un’opportunità di intervento politico

Roma, presidio per Farmacap pubblica

Atac: noi non smobilitiamo!

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Ricette ‘liberal’ allo sfascio ‘liberal’

La situazione economica si fa sempre più difficile per le famiglie? Per i ‘liberal’ di destra la causa non sta nelle politiche austeritarie neoliberali pluridecennali della UE, nella dissennata gestione pandemica dei governi Conte e Draghi, nelle conseguenze della guerra euro-atlantica alla Russia tramite il Paese (l’Ucraina) per procura, ma nello “statalismo dirigista” di chi ha governato sinora.

Scrive proprio così Carlo Lottieri, su l’edizione odierna de “il Giornale”, e chiede al governo Meloni “una vera discontinuità”, come se le ricette che le suggerisce non fossero prassi da decenni, in linea con le direttive neoliberiste euro-unioniste. E quindi: “iniziare [sic!, ndr] ad aggredire la spesa e ridimensionare il ruolo della funzione pubblica nella società italiana (…) ed eliminare una serie di barriere che oggi ostacolano la libera iniziativa privata e riducono la concorrenza (…). In questo senso è cruciale che la promessa di riduzione delle tasse, che è stata al centro della campagna elettorale, venga presto tradotta in realtà”.

Le liberalizzazioni che perora Lottieri? “Dal gas ai carburanti per l’autotrazione, dai farmaci di fascia C fino al trasporto locale”. Non ci sarebbero costi per le casse pubbliche, assicura, con sprezzo molto ‘liberal’ dei costi che hanno già causato alla collettività sociale anche le liberalizzazioni negli anni varate.

Trasporti e infrastrutture: il tunnel senza uscita del liberismo

#Noncomeprima: costruire e organizzare l’alternativa

Maastricht: ventisette anni fa…

Trasporto pubblico locale, pandemia e questione ambientale

CEDIMENTO SCALA MOBILE A ROMA: EFFETTI DELLA LIBERALIZZAZIONE / PRIVATIZZAZIONE DI ATAC!

la campagna tematica di Indipendenza peratacserviziopubblico sul trasporto pubblico locale di Roma Capitale

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Presepe euro-atlantico in Vaticano

È il caso di dirlo: non c’è più religione!

Presso il Colonnato di Piazza San Pietro è in corso di svolgimento, a ingresso gratuito, la mostra “100 Presepi in Vaticano” (8 dicembre 2022 – 8 gennaio 2023). Tra le diverse tipologie spicca un presepe che, vicino ai personaggi e agli animali ‘canonici’, vede un carro armato, alcuni militari ed una bandiera ucraina. I due soli bambini presenti e le bandiere raffiguranti la “pace”, pur in linea comunicativa con la ‘guerra psicologica’ euro-atlantica mirante a rafforzare negli spettatori una distorsione alla massima potenza delle cause e degli accadimenti del conflitto in Ucraina, non riescono ad attenuare la portata bellicista imperiale che, forse, mai in passato è ricorsa ad una tale aggressiva pervasività a tutti i livelli. Il presepe di guerra euro-atlantico è solo uno dei tantissimi punti di caduta della guerra sulle coscienze che Stati Uniti e NATO hanno scatenato nel proprio ‘campo interno’, in ‘Occidente’.

Quel presepe ed il luogo stesso della sua esposizione la dicono lunga sull’enorme posta in gioco del conflitto (declino del dominio USA/atlantico e ridefinizione degli assetti geopolitici sul pianeta).

La guerra contro la Russia, costruita dagli USA e dalla NATO nell’ultimo trentennio, con l’accelerazione del colpo di Stato di Euro-Maidan nel febbraio 2014 e l’avvio del suo scatenamento, dal gennaio 2021, con l’amministrazione Biden, è certamente cruciale per il mantenimento del sistema di potere centrato nella sfera anglosassone e particolarmente a Washington con i relativi interessi a tutto campo non solo del Paese centrale di quella sfera (gli USA) ma anche di tutto il suo sistema satellitare di Paesi in scia, in primis quelli della NATO e dell’Unione Europea. Una guerra cruciale ma non decisiva, trattandosi di un bellicismo di avvicinamento, nelle migliori condizioni possibili, a quella di ben più enormi dimensioni contro la Cina.

Ucraina/sul compleanno di Stepan Bandera

Ucraina/ dal colpo di stato di Euromaidan (2014) alla guerra

Ucraina 2014: come fu formato il governo dopo Euro-Maidan

Ucraina: una sintesi dei ‘perché’

La Transnistria come l’Ucraina?

Gas, swift e un pro memoria

Ucraina/ Ripresa del conflitto. Perché.

Ucraina e ‘valori europei’: cronache dall’euroatlantismo reale

Il PD e l’Ucraina: l’antifascismo da spiaggia atlantica

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Ucraina/sul compleanno di Stepan Bandera

Meno partecipanti del solito alle manifestazioni di oggi, 1 gennaio, in Ucraina, per commemorare il compleanno di Stepan Bandera. In alcune città (Kiev, Dnipropetrovsk, Sloviansk) le fiaccolate in programma sono state annullate per la minaccia di bombardamenti. In altre, nella parte occidentale del Paese, in primis Leopoli (città notoriamente culla di formazioni neonaziste), i numeri sono stati molto contenuti. C’è chi osserva che, più che per il timore dei bombardamenti, sia dipeso dalla paura di essere mobilitati. Poliziotti e miliziani in borghese girano infatti da mesi per città, villaggi e campagne, rastrellando chi (non pochi) è nella fascia d’età 18-60 anni per essere mandato al fronte e si sottrae. Insomma, la principale “festa” ucraina quest’anno non è andata bene.

Stepan Bandera è stata una figura di spicco del collaborazionismo nazista in Ucraina, a capo della 14esima divisione Waffen SS Galicia contro l’Unione Sovietica. Perseguiva il disegno di un’Ucraina alla pari con il Reich germanico nel controllo di un Impero che, includendo l’Europa, si spingesse verso est, in vista della sottomissione, intanto, della Russia. Un’ideologia suprematista, alla ricerca di una purezza razziale “ucraina” ritenuta autentica che rivendicava connessioni con il ceppo scandinavo e proto-germanico e condivideva la crociata contro gli untermenschen (i “subumani”), in primis polacchi, russi e anche ucraini ‘non puri’ o comunque ideologicamente ‘nemici’ in quanto comunisti, da sterminare o ridurre in schiavitù.

Alla fine della seconda guerra mondiale Bandera, con la sua organizzazione, continuò ad operare anche in Ucraina, d’intesa stavolta con gli Stati Uniti, sempre contro l’Unione Sovietica.

È significativa una circostanza cui si dà poco peso. Nel dicembre 2018 la Verkhovna Rada (parlamento) ha votato una risoluzione, entrata in vigore nel 2019, che ha sancito il 1° gennaio festività nazionale, in memoria appunto della nascita di Bandera. Che la figura di spicco, principale, del suprematismo neonazista di ‘certa’ Ucraina, un SS, sia assurto ad eroe ‘nazionale’ per maggioranza parlamentare è come se in Germania si consacrasse il genetliaco di Adolf Hitler, il 20 aprile, come festa nazionale.

Ora, che la decisione del Parlamento non rappresenti la totalità della popolazione ucraina (la stessa guerra civile ne è una controprova) in virtù anche del fatto che sono stati illegalizzati una serie di partiti di massa (con buona pace dell’aurea ‘democratica’ con cui gli USA e, in scia, gli altri Paesi NATO e UE incensano l’Ucraina del dopo colpo di Stato di Euro-Maidan nel 2014) è comunque un fatto che colpisce, perché simbolico e qualificante il regime vigente a Kiev.

Per la cronaca e la Storia, a caldeggiare quella risoluzione fu l’oligarca e presidente ucraino allora in carica, Petro Poroshenko, a capo del partito «moderato, liberale, europeista» di centro-destra “Solidarietà” (“Solidarietà Europea”, dal 2019). Questo fatto è andato a scorrimento con onorificenze di vario tipo attribuite ad altri sodali nazisti di Bandera, come Roman Shoukhevytch, Yaroslav Stetsko, eccetera.

Il PD e l’Ucraina: l’antifascismo da spiaggia atlantica

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Ucraina e ‘valori europei’: cronache dall’euroatlantismo reale

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Orlando e Patuanelli sulla dipendenza euro-unionista

Orlando e Patuanelli sono figure che non brillano, per storia e percorsi politici, per senso della sovranità nazionale. Particolarmente, a nostro avviso, il ruolo di Draghi andrebbe ‘letto’ in maniera più complessiva e robusta di quanto faccia Patuanelli. Pur tuttavia i loro interventi segnalano alcuni livelli delle gerarchie cui l’Italia è subordinata. Della serie: detto da loro…

‘Testimonianze’ significative che dovrebbero far riflettere ed invitare ad una ‘chiamata’ d’impegno militante….

Andrea Orlando (PD)

Stefano Patuanelli (M5S)

Stati ‘frugali’ e ideologia europeista

Governo Draghi: alla corte dell’uomo della provvidenza

Crisi sociale, risparmio e reprimende UE

MES, Monti e M5S

Conte sì, Conte no: baruffe e affinità

M5S al capolinea?

L’anno del Dragone?

Draghi, why not? Il ‘sovranista’ Salvini riapre alla troikaDraghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

Sui minibot

BCE e certo ‘sovranismo’: i disvelamenti del PEPP

Marattin, Babbo Natale e le condizionalità di Recovery e MES

MES no, MES sì

Collasso finanziario da coronavirus: è l’Unione Europea!

Coronavirus, tra Unione Europea e regionalismo differenziato

Suicidi. Tra emergenza coronavirus, Unione Europea e governi subalterni

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Fondo Monetario Europeo? “Una calamità immensa”

Pro-euro e no-euro: curiose convergenze sull’«errore dell’euro» e verità inconfessabili

Il cosiddetto sovranismo di destra italiano: un’antitesi fattiva

Sovranisti costituzionali italiani… allo stesso tempo spinelliani/europei?

I critici della UE, nostalgici della CEE

Alle origini dell’Unione Europea: Spinelli, federalismo e atlantismo

Trentennio glorioso, prima repubblica e altre magiche creature: per una critica ragionata al bestiario sovranista

Fra subalternità e scenari in evoluzione: anatomia del fenomeno Ciampi

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