Roma 22 gennaio: presentazione di Indipendenza 45

La presentazione del n. 45 di “Indipendenza” fungerà da cornice e spunto per un confronto con chi ci sarà.

A Roma, martedì 22 gennaio 2019, alle ore 19,00
via Pullino 1 (fermata Metro B “Garbatella”)

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

presentazione indi 45

Annunci
Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Referendum autonomista un anno dopo: quali snodi attorno al Veneto

Zaia annuncia il ‘regalo di Natale per i veneti’: il percorso di differenziazione dello Statuto arriva in Consiglio dei Ministri. Chiunque fosse dotato delle basilari capacità di analisi politica avrebbe potuto capire che dietro la carnevalata del ‘referendum autonomista’ dello scorso anno ci fosse ben altro rispetto alle smanie di protagonismo di Zaia e sodali. Oggi il quadro si sta delineando in modo molto chiaro: strade (Pedemontana su tutte) contro ferrovie, istruzione regionalizzata e di fatto smantellata (qui il dossier di Roars , e questo sempre sul tema istruzione e qui il nostro precedente comunicato) ma, non da ultimo, i risvolti nazionali della vicenda. La critica, ovviamente, non è da rivolgere primariamente alla Lega, quanto all’insipienza rinunciataria degli astensionisti, in particolare ‘progressisti’ con la puzzetta sotto il naso, oltre che con gli utili idioti del SI (PD, FI, M5S…). Questo articolo di Mauro Ammirati è interessante, forse un po’ troppo filogovernativo, ma coglie determinati passaggi del processo in atto.

Noi naturalmente manteniamo attiva la pagina del comitato per il NO al referendum autonomista che abbiamo promosso e invitiamo sempre lettori e simpatizzanti a unirsi nella lotta contro i veri usurpatori, del Nord come del Sud: UE, BCE, FMI, WTO e NATO. Essendo appena uscito il numero 45 della rivista, invitiamo ad acquistarlo, richiederlo e diffonderlo.

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Uscito il numero 45 di Indipendenza

Indipendenza n. 45 novembre/dicembre 2018

– Editoriale 1/ Italia, verso una normalizzazione UE “alla greca”?

– Editoriale 2/ Quale sovranità per l’Italia? Atlantica, carolingia o nazionale?

– Su Israele ed Hezbollah: il ‘nuovo’ corso atlantico trumpiano di Matteo Salvini

– Referendum sul trasporto pubblico locale a Roma e valenza nazionale. Il contributo di “Indipendenza”

– Bilancio della campagna (prima fase) di “Indipendenza” sul trasporto pubblico a Roma

– Non smobilitiamo! Il coordinamento per Atac pubblica, dopo il referendum

– VI^ Assemblea. Tesi di “Indipendenza” sulla scuola

– Alle origini dell’Unione Europea. Spinelli, federalismo e atlantismo – Kennedy e la “Nuova Frontiera”, gli Stati Uniti e l’apertura a sinistra agli inizi degli anni Sessanta, la svolta atlantica del Partito Socialista Italiano – (quinta parte)

– A dieci anni (2008-2018) dalla grande crisi: dentro l’Odissea liberista

– Storia del debito pubblico in Italia dall’Unità ad oggi (prima parte)

– Sanzioni europee all’Italia. Perché vengono inflitte e con quali criteri (quinta parte)

– Marxismo occidentale e questione nazionale

– I tempi dell’Ultimo Uomo

–Gennaio/dicembre 2018. Le iniziative di “Indipendenza”

– Verso l’indipendenza. Gli “8 punti” dell’associazione “Indipendenza”

invitiamo tutti gli interessati a scriverci per richieste copie per distribuzione e diffusione militante, a sottoscrivere e acquistare. Per ottimizzare le spedizioni chi fosse interessato a numeri arretrati lo faccia presente.

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

indi 45

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Per Atac servizio pubblico: continua la nostra mobilitazione sul trasporto pubblico locale a Roma

Dopo l’impegno nella campagna per il NO alla liberalizzazione/privatizzazione di Atac al referendum civico dell’11 novembre scorso, continua la mobilitazione di “Indipendenza”, insieme a molti altri comitati di lavoratori e utenti, per un altro modello di trasporto effettivamente pubblico.

Il nome del comitato promosso da Indipendenza (rivista e associazione) pertanto cambia in “Per Atac servizio pubblico”, a marcarne le finalità. La restante parte del logo resta invariata.

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , | Lascia un commento

Grecia (Tsipras) chiama Italia (Conte)

Deficit al 2,4% e non si scende! “L’Europa” capirà!
Poi no, Bruxelles non capisce e tuona. E allora si scende al 2,04% che suona simile (con i numeri ballerini, che sarà mai uno “0” qua o uno “0” là?). Sembra fatta (al ribasso del già basso!): stretta di mano Juncker-Conte e via in Italia a cantar vittoria. Poi, però…

Poi no! Arriva Pierre Moscovici, commissario europeo per gli Affari economici. Alza il suo ditino tronfio ed eccepisce: “la riduzione del deficit proposta dall’Italia non è ancora sufficiente!”. Da notare: “proposta dall’Italia”. Palazzo Chigi tace. Aspetta. Aspetta il diktat -pardon: la “proposta”– della Commissione Europea?

In questo teatro dell’assurdo mancano soltanto loro, i figuranti. Quelli de “nell’euro era meglio non entrare ma, ora che ci siamo, non ne possiamo più uscire”, quelli de “facciamoci la criptovaluta”, quelli de “cambiamo di fatto la UE dall’interno perché la sovranità monetaria ce l’abbiamo ma non lo sappiamo”, quelli de “facciamo la battaglia politica per riformare i Trattati”, quelli de “vinciamo al Parlamento europeo e ci facciamo la nostra commissione europea, dei popoli”, quelli de “democratizziamo la Banca Centrale Europea” e, soprattutto, quelli de “così non si può più andare avanti, è il tradimento di Spinelli e di Ventotene, vogliamo +Europa”!

ps. A questi non rispondiamo solo (e tanto) con “W la Costituzione del 1948”! E’ poco ‘appassionante’…

Anticipazione dal numero 43 di Indipendenza: tornare a CEE e MEC? No, grazie!

Pro-euro e no-euro: curiose convergenze sull’«errore dell’euro» e verità inconfessabili

I critici della UE, nostalgici della CEE

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Gli avvertimenti euroatlantici del Quirinale

Veto e disvelamento euroatlantico di Mattarella

Paolo Savona presenta alla stampa estera la sua ‘politeia per un’Europa diversa’

Sul “decreto dignità” del governo

Procedura d’infrazione contro l’Italia: un’operazione punitiva della UE

Draghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

A dieci anni dalla morte di Alexis Grigoropoulos

Grecia: pacchi natalizi made in UE

Grecia: finisce ad Atene ogni illusione di cambiamento dall’interno dell’UE

Grecia, laboratorio del colonialismo duepuntozero. Fra irriformabilità e colpi di coda delle istituzioni UE

Grecia: il punto della situazione- fra atlantismo, diktat made in UE e sovranità

Dopo il referendum in Grecia: risvolti italiani e prospettive inter-nazionali

Grecia: dopo il referendum/ come posizionarsi nella rivendicazione della sovranità

Grecia: appunti in vista del referendum

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

Il ministro degli Interni (non degli Esteri) Matteo Salvini si reca in Israele, esalta questo Paese come «il baluardo della democrazia in questa regione» (sorvolando sulle discriminazioni interne contro gli arabi e sulle sue aggressioni militari), bolla Hezbollah come «terroristi» e non trova il tempo per incontrare il presidente palestinese Abu Mazen («conto di vederlo al più presto»). Parole che hanno creato «preoccupazioni» e «imbarazzo» al ministero della Difesa del suo stesso governo. È la ministra Elisabetta Trenta a dover ricordare a Salvini che le sue dichiarazioni «mettono in evidente difficoltà i nostri uomini impegnati con l’Unifil [missione ONU in Libano a guida italiana, ndr]». «Parlare di geopolitica senza cognizione di causa solo per schierarsi dalla parte del più forte fa male a quei popoli e alla pace», attacca Manlio Di Stefano, sottosegretario agli Esteri e considerato l’esperto di Medio Oriente nel Movimento 5 Stelle.

Gli italiani impegnati nel sud del Libano sono oltre un migliaio e assieme ai soldati di 43 nazioni pattugliano quella che dal 2006 –dopo i 34 giorni della guerra scatenata da Israele con bombardamenti sulle città libanesi– è un’area relativamente calma. Il premier israeliano Netanyahu sta spingendo perché le truppe ONU abbiano un atteggiamento più muscolare contro Hezbollah, un partito rappresentato in Parlamento e nel governo. Alle ultime elezioni parlamentari libanesi del 6 maggio scorso, Hezbollah di per sé e la coalizione di governo di cui è parte sono volati nei consensi. Il consenso e la popolarità di Hezbollah, già notevoli nel Paese dei Cedri per la sua resistenza all’occupazione israeliana nel sud del Libano ed anche per le politiche sociali senza distinzioni di confessione religiosa portate avanti tra la popolazione, sono cresciuti enormemente per la vittoria riportata nell’estate del 2006 al termine dei 34 giorni di invasione militare e bombardamenti di Israele sulle città libanesi.

Salvini si trova ancora a Gerusalemme, quando ieri lo raggiunge la notizia dei morti e feriti ai mercatini di Natale, a Strasburgo, in quel che i massmedia bollano come attacco jihadista, in una Francia sconquassata dalle proteste dei “gilet gialli” contro le politiche austeritarie europee di Macron. Un atto, quello di Strasburgo, che cattura l’attenzione dei massmedia ed oscura le parole di Macron che poche ore prima aveva annunciato di cedere alle proteste, abrogando i provvedimenti contestati ed impegnandosi a varare, di lì a pochi giorni, provvedimenti sociali anche a costo di sforare il parametro di Maastricht del deficit, come peraltro tante volte la Francia ha già fatto negli anni senza –buon per i Transalpini– incappare in procedure d’infrazione e sanzioni delle istituzioni europee.
Da Gerusalemme Salvini, via twitter, scrive di pregare per le vittime e comunica «il suo impegno, da uomo e da ministro, perché i terroristi siano bloccati e eliminati, in Europa e nel mondo, con ogni mezzo lecito».

Quale migliore occasione per iniziare a svolgerlo dove si trova? Potrebbe ad esempio chiedere spiegazioni sul perché i “terroristi” di Hezbollah da anni stiano combattendo contro l’Isis e abbiano liberato i villaggi cristiani in Siria, mentre Israele operava dall’altra parte. Potrebbe chiedere a Netanyahu se le congratulazioni che ricevette da «vari leader dei gruppi ribelli siriani» per la vittoria elettorale (marzo 2015) del suo Likud, confermandosi perciò Primo ministro, siano legate all’ottenimento del sostegno richiesto ad Israele da gruppi di “ribelli” nella guerra di aggressione alla Siria. Potrebbe chiedere dettagli su come si sia dispiegato l’aiuto israeliano ai salafiti-wahabiti da quando è cominciata l’aggressione alla Siria nel 2011. Potrebbe chiedere perché i feriti jihadisti che combattevano sul Golan contro siriani, russi ed Hezbollah venissero curati negli ospedali israeliani ricevendo la visita dello stesso Netanyahu, come da foto uscite sulla stampa israeliana, e poi rimandati al fronte. Potrebbe chiedere perché aerei israeliani abbiano più volte bombardato in territorio siriano anche sulla capitale, Damasco, contro chi si opponeva al “terrorismo jihadista” di Al-Nusra, Isis & affini. Potrebbe Salvini –visto che mostra di sapere poco o nulla sul passato ed il presente di quella regione– farsi spiegare da Netanyahu perché Israele, insieme agli USA, alla Francia, alla Turchia e alle petromonarchie del Golfo, abbiano sostenuto i jihadisti per far cadere Assad, legittimo presidente della Siria. Potrebbe chiedere a Netanyahu quali siano le sue relazioni con il principe ereditario Mohammed bin Salman (mandante dell’assassinio del giornalista saudita Jamal Khashoggi perpetrato nel consolato saudita di Istanbul), a capo di un Paese che da decenni alimenta il terrorismo salafita-wahabita.

Dopo la sua conversione all’europeismo ‘made in USA’, dopo aver disatteso l’impegno elettorale del suo partito di togliere, una volta al governo, le sanzioni alla Russia (sanzioni imposte all’Italia e ad altri Paesi dagli USA), dopo le sue dichiarazioni in Israele, cos’altro ci riserva Matteo Salvini? Cos’altro prevede il ticket del circuito atlantico di Steve Bannon, l’ex primo consigliere e stratega in capo di Donald Trump, ora attivo con il suo network “The Movement”, grazie al quale sta raccogliendo le adesioni di partiti di opposizione e di governo di estrema destra in tutta Europa (Lega di Salvini inclusa), come promoter della nuova dottrina USA sul continente in funzione anti-Germania?

Gasdotto TAP e interessi geopolitici USA

“Yes, yes, alalà”, ovvero sovranismo atlantico di destra

Dentro la guerra dei dazi USA-Unione Europea

Crisi del Partito Democratico e Polo sovranista di destra. Tra giochi di specchi, interessi e differenti referenze USA

Matteo Salvini, Lega Nord, Euro: note orientative per un dibattito

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Parigi chiama ma Roma non risponde. Per ora, almeno

L’Unione Europea (UE) continua a negare al governo italiano il varo della modestissima manovra di bilancio per il prossimo triennio che nemmeno sfora il deficit. Bruxelles e Francoforte premono. Sono minacciate sanzioni se non ci saranno “cambiamenti considerevoli”. Così il vicepresidente della Commissione Europea, Valdis Dombrovskis, in audizione al Parlamento UE a Strasburgo. L’ultimatum di 48 ore dato dalla Commissione Europea all’Italia per comunicare detti “cambiamenti considerevoli” scade domani. I ritocchi al ribasso già ventilati per il reddito di cittadinanza e quota 100 per le pensioni non sono considerati bastevoli.

Intanto, a Parigi, Macron cede alle mobilitazioni di piazza dei “gilet gialli”: cancella i provvedimenti contestati (in primis l’aumento della tassa sui carburanti) e va oltre annunciando “misure shock” a fronte dello stato di crisi sociale ed economico del Paese (determinato dalle politiche neoliberiste ‘made in UE’ promosse dallo stesso Macron).
Tra le “misure shock” che saranno prese e comunicate nei prossimi giorni, ne anticipa una: il salario minimo aumenterà di 100 euro al mese dal 2019. Non importa se questo determinerà la messa a rischio dei conti pubblici con sforamento del deficit imposto dai vincoli europei. Macron dixit! Parigi, del resto, non è nuova a ‘sforare’, senza che le ferree procedure d’infrazione e sanzioni di Bruxelles –buon per loro– si siano mai materializzate.

Repressione transalpina: due pesi e due misure per la stampa di regime

La pelosa indignazione dell’Eliseo sulla vicenda “Aquarius”

“Yes, yes, alalà”, ovvero sovranismo atlantico di destra

Paolo Savona presenta alla stampa estera la sua ‘politeia per un’Europa diversa’

Sul “decreto dignità” del governo

Procedura d’infrazione contro l’Italia: un’operazione punitiva della UE

Draghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

Legislative in Francia: perdita di rappresentatività e avanzata del fronte indipendentista in Corsica

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento