Roma, 23 novembre: verso le elezioni politiche 2018, i nodi e lo scenario

Verso le elezioni politiche del 2018. E oltre.
I ‘nodi’ e lo scenario

A Roma, giovedì 23 novembre 2017, alle ore 19,30
in via Luigi Barzini senior, 38
(tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda)

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

verso le politiche indi

Annunci
Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Venti di guerra sul Libano?

Bahrein, Arabia Saudita e Kuwait hanno invitato i rispettivi cittadini a lasciare il Libano il più presto possibile. Sono dichiarazioni che solitamente precedono una guerra e che hanno fatto seguito al lancio di un missile partito sabato scorso dallo Yemen ed intercettato sopra l’aeroporto di Riad. Adel bin Ahmed al-Jubeir, ministro degli esteri saudita (intervista alla CNN) e Mohammed bin Salman, dato come futuro re del regno (telefonata con il ministro degli esteri britannico Boris Johnson, cfr. agenzia stampa saudita ) , hanno subito accusato l’Iran di aver compiuto un “atto di guerra” nei confronti dell’Arabia Saudita. La tesi poggia sulla fabbricazione iraniana del missile per derivarne che Teheran avrebbe spinto alcuni miliziani sciiti yemeniti Huthi (in guerra da tre anni contro i sunniti locali sostenuti dalle truppe d’occupazione dell’Arabia Saudita e dall’assenso ‘occidentale’) a far entrare componenti del missile in Yemen. Qui, esperti delle milizie libanesi sciite di Hezbollah e dei Guardiani della Rivoluzione (forze speciali iraniane) avrebbero assemblato i pezzi e lanciato il missile.

Con i frammenti del missile non ancora a terra, a Riad venivano arrestati, su disposizione della nuova commissione anti-corruzione guidata dal su menzionato Mohammed bin Salman (figlio del re, ministro della Difesa, erede al trono in ascesa), undici principi, quattro ministri e “decine” di ex ministri. Una “purga” nei confronti di oppositori e possibili avversari per il trono.
Poche ore prima si era dimesso (dopo pressioni saudite accentuatesi negli ultimi giorni) il primo ministro libanese Saad Hariri. Lo ha fatto mentre era in visita di stato in Arabia Saudita, nel corso di un’intervista alla televisione saudita al Jadeed, e da allora continua a stare a Riad (“trattenuto”, secondo molta stampa libanese). Hariri ha motivato la decisione dicendo di temere d’essere assassinato e accusando l’Iran.
Il giorno successivo, in un incidente d’elicottero, muoiono il principe Mansour bin Muqrin, membro della famiglia reale, e altri alti funzionari di stato. Secondo il quotidiano israeliano Yediot Aronoth, il velivolo è stato abbattuto da un aereo da combattimento dell’aviazione saudita. Bin Muqrin cercava di varcare il confine per sottrarsi all’arresto.

Che si voglia aprire un nuovo teatro di guerra dopo il rovescio wahabita-atlantico subìto in Siria? Che si voglia colpire il Libano, ed Hezbollah in particolare, per colpire “la mezzaluna sciita” (Iran, Irak, Bahrein e forti minoranze in Siria, Libano, Afghanistan)? Nella tensione crescente in queste settimane non è estraneo l’asse Netanyahu-Trump.
Nel corso della recente visita (fine ottobre) in Arabia Saudita, Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump e suo consigliere personale (gli Stati Uniti sono da anni il più importante alleato della famiglia reale saudita), ha riaffermato il sostegno della Casa Bianca a Mohammed bin Salman in particolare (cfr. Washington Post )

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Premio Sacharov all’opposizione venezuelana: l’Unione Europea al fianco delle classi dominanti

Assegnato ‘all’opposizione venezuelana’, autrice di atti vandalici, violenze, sabotaggi contro un governo legittimamente eletto e riconosciuto dalla comunità internazionale, il Premio Sacharov del Parlamento Europeo , esso costituisce il più alto riconoscimento per chi si batta per le ‘libertà civili’ ovunque nel mondo queste siano calpestate.

Un fatto significativo perché dimostra come anche quella che, secondo la grancassa massmediatica dominante, sarebbe ‘la voce dei cittadini europei’ e la rappresentanza dei loro interessi, non è altro che un braccio operativo dei ceti dominanti e dei loro interessi, fatto già ampiamente dimostrato con le posizioni politiche e le ingerenze belliciste sulle vicende ucraine. In questo caso assume una carica di sostegno ideale a chi si oppone al processo bolivariano e al tentativo in atto in America Latina di modificare i rapporti di forza in favore delle classi subalterne e di sperimentare un diverso modello di convivenza. Una posizione, peraltro, di supina sudditanza alle posizioni statunitensi, con buona pace di chi vorrebbe contrapporre al polo imperialistico statunitense un polo europeo ‘autonomo’(!).

L’irriformabilità e la funzionalità agli interessi dei potentati economici transnazionali dell’Unione Europea è un fatto che non viene visto solo da chi non lo voglia vedere.

Alberto Leoncini, Indipendenza-Treviso

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , | Lascia un commento

Roma, 17 novembre: Eritrea, una stella nella notte dell’Africa

Indipendenza e Arci Arcobaleno presentano il docufilm
“Eritrea: una stella nella notte dell’Africa”.
Presente l’autore, Fulvio Grimaldi

A Roma, venerdì 17 novembre 2017, ore 20,45
via Pullino 1 (fermata Metro B “Garbatella”)

evento facebook

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

eritrea

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , | Lascia un commento

Catalogna: il corteo unionista di domenica 29 novembre, “Sociedad Civil Catalana” e la UE

Domenica scorsa gli «unionisti» sono scesi in piazza a Barcellona per una manifestazione a sostegno dell’applicazione dell’articolo 155 della Costituzione per difendere l’unità della Spagna. In piazza bandiere catalane, spagnole ed europee. Diffusissima sulle magliette dei partecipanti un adesivo raffigurante le bandiere spagnole e catalane poggianti su quella dell’Unione Europea. Hanno aderito il Partito Popolare, il Psoe, Ciudadanos, formazioni di estrema destra e alcuni gruppi di estrema sinistra. Ad indire il corteo è stata “Sociedad Civil Catalana” (SCC).

Ricorrente nei discorsi e nelle interviste degli esponenti di partito e della stessa SCC l’esaltazione dei “valori” dell’Unione Europea e la critica all’indipendentismo per essere minoranza (*) e per portare la Catalogna al disastro fuoriuscendo, con la prospettiva dell’indipendenza, dalla UE.
Ma chi è “Sociedad Civil Catalana”? Fondata nell’aprile 2014, è un’associazione spagnola con propaggini territoriali in Catalogna, che, come da statuto, è fermamente contraria all’indipendentismo catalano. Nel novembre dello stesso anno, a solo pochi mesi dalla fondazione, viene insignita del “Premio del cittadino europeo” dell’anno, da parte del parlamento europeo, per “l’impegno eccezionale” profuso nel promuovere i valori europei nelle diverse realtà nazionali interne allo Stato di Spagna e per l’intenso lavorìo nella società catalana in favore di una stretta integrazione nella UE contro le pulsioni indipendentiste ed ‘euroscettiche’. “Sociedad Civil Catalana” nasce curiosamente pochi mesi dopo l’indizione a Barcellona di un seminario internazionale (“Elezioni Europee 2014: crescita della xenofobia e dei movimenti euroscettici in Europa”) che vede il magnate George Soros contribuire con un finanziamento di poco più di 27mila dollari. In Catalogna preoccupano le posizioni anti UE della sinistra indipendentista catalana in crescita di consensi (nel settembre 2015 arriverà la vittoria indipendentista alle elezioni).

Quel riconoscimento del parlamento europeo scatenò le proteste di deputati di “Iniciativa per Catalunya Verds” (ICV) per i vincoli della SCC e di alcuni suoi fondatori con il franchismo e con l’estremismo di destra. Iniziative erano state promosse con la Fondazione Francisco Franco e il Movimento Sociale Repubblicano, e lo stesso presidente di SCC, Josep Ramon Bosch, sempre secondo la denuncia di ICV, più volte aveva espresso la sua ammirazione per il massimo dirigente dell’organizzazione neofascista, Blas Piñar. Scomparso nel gennaio 2014, Piñar è stato il fondatore, dopo la morte di Francisco Franco, del partito di estrema destra, Fuerza Nueva, e, dopo lo scioglimento di questo, di altri partiti di estrema destra.
Amenità al riguardo su SCC anche qui

(*) Questi i dati forniti dal Parlament de Catalunya sul referendum non riconosciuto dell’1 ottobre: dei 3.032.424 voti emessi (56,75%) ne sono stati scrutinati solo 2.286.217 (43,03%) a causa del sequestro da parte delle forze dell’ordine delle urne con i restanti 746.207. Dei voti scrutinati 2.044.038 (90,18%) sono stati a favore dell’instaurazione di una repubblica catalana indipendente.

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Roma, 9 novembre: moneta, banche, debito. Quale sovranità?

Moneta, banche, debito. Quale sovranità?

Con proiezione di video.

A Roma, giovedì 9 novembre 2017, alle ore 19,30

in via Luigi Barzini senior, 38

(tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini; traversa di via Filippo Meda)

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

moneta 9 novembre

 

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Genova, 31 ottobre: banchetto, volantinaggio e giornale parlato

Indipendenza a Genova, continua il radicamento

martedì 31 ottobre 2017 (ore 10,00-17,00) banchetto (con volantinaggio) in largo Sandro Pertini.

Giornale parlato dalle 10,00 alle 12,00 e dalle 14,00 alle 16,00.

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

genova 31

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento