Pisa, 30 settembre “Nel tempo e oltre il tempo” di Massimo Bontempelli

“Nel tempo e oltre il tempo”, antologia di scritti di Massimo Bontempelli. Presentazione del volume.

A Pisa, giovedì 30 settembre 2021, ore 17,30, presso il Liceo classico G. Galilei, in via B. Croce 32.

In memoria di Massimo Bontempelli (2011-2021)

per chi desiderasse approfondire la figura di Massimo Bontempelli, le due pubblicazioni curate da Indipendenza indicate al link di seguito lo vedono rispettivamente autore e coautore.

I libri di Indipendenza

CAPITALISMO GLOBALIZZATO E SCUOLA. Per un’idea regolativa di scuola pubblica nazionale

su sollevazione.it un’intervista a Massimo Bontempelli tratta da Indipendenza

Alessandro Barbero sull’alternanza scuola-lavoro e lo sfascio dell’istruzione pubblica

Fabio Bentivoglio: quale scuola per un’Italia liberata e solidale

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Al ministero dell’Istruzione contro il green pass

Roma, 30 agosto 2021. Contro il “Green Pass”, sotto il ministero dell’ (ex Pubblica) Istruzione…

#Noncomeprima: costruire e organizzare l’alternativa

Contro il Green Pass sciopero in fabbrica e fermento nel mondo della scuola

De Rossi e il Covid: spunti per alcune riflessioni

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PresaDiretta su Julian Assange e Wikileaks

Presa Diretta ricostruisce la vicenda di Julian Assange, fondatore di Wikileaks, detenuto senza accusa in un carcere di massima sicurezza del Regno Unito, in attesa di una possibile estradizione negli Stati Uniti per rispondere di 18 capi di accusa in base alla legge dell’Espionage Act del 1917, con una pena che potrebbe arrivare a 175 anni.

Molto importante la ricostruzione di contesto con passaggi significativi che riguardano anche l’Italia ed il suo status di colonia degli Stati Uniti.

Uno dei passaggi. Melvin Floyd Sembler, ambasciatore USA in Italia dal 2001 al 2005: “…Pur riconoscendo che l’Italia può apparire come un Paese frustrante, arcano e bizantino, è il posto perfetto per fare i nostri affari politici e militari….” (da un rapporto confidenziale al Dipartimento di Stato). Invitiamo a seguire con attenzione.

il link dal sito RaiPlay

gli stralci disponibili dal canale youtube della Rai

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Roma 9 settembre, incontro organizzativo per la campagna elettorale amministrativa

A Roma, giovedì 9 settembre 2021, ore 19:30, in via Luigi Barzini, 38 (Tiburtina, tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini)

Roma, Corviale, giù le mani dal Mitreo

Roma, presidio per Farmacap pubblica

Crisi Farmacap, sblocco dei licenziamenti e diritto alla salute

Revoluzione Civica e Indipendenza a fianco dei lavoratori Alitalia in lotta

Roma/ambulantato, concessioni e colonizzazione europea

Indipendenza e Revoluzione Civica

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Esercito e politica estera comune europea. Romano, Canfora, Prodi…

Sergio Romano, Luciano Canfora e Romano Prodi: tre nomi (potremmo aggiungerne altri) che in queste ore dallo scacco politico e militare in Afghanistan di USA e NATO convergono, qualche differenza a parte, sulla necessità di un’unione politico-militare europea. Quindi: un comune esercito europeo, implicante una comune contribuzione finanziaria, una centralizzata volontà politica di investimenti, in ultima o ovvia istanza un unico governo europeo che estenda così i suoi poteri in una prospettiva federalista. Un tema, quello di un’unione politico-militare europea, che (fortunatamente!) fallì (per poco) nel 1954.

Intervistati a stretto giro da “Il Riformista”, rispettivamente il 27 e 28 agosto, Romano (ex ambasciatore sia alla NATO, sia a Mosca dal 1985 al 1989, nell’allora Unione Sovietica, oltre che docente in università statunitensi e italiane) critica chi, dopo lo smacco afghano, fa discorsi di rivalutazione della NATO, il che a suo avviso “presenta per noi uno straordinario svantaggio. Perché ci fa dimenticare che la prossima mossa dell’Unione Europea è ricostruire la Ced, la Comunità Europea di Difesa che poi saltò al Parlamento francese [ndr 1954]. Noi dobbiamo far rinascere la Ced. Non si chiamerà più così, si chiamerà Unione Europea di Difesa o qualcosa del genere. Noi non abbiamo bisogno della Nato. Noi abbiamo bisogno dell’Unione Europea di Difesa”.

Canfora (filologo, storico, saggista, docente) sostiene che “l’Unione Europea non ha una sua politica estera, non ha una sua politica militare, è subalterna della Nato e a totale disposizione degli Stati Uniti d’America” e “finché l’Europa non alza la testa dalle spalle e agisce in proprio, continuerà a subire i contraccolpi di questo asservimento vergognoso”.

Prodi, in un’editoriale su “Il Messaggero” di oggi (29 agosto), premessa la sua intenzione di non “mettere in discussione l’esistenza e l’importanza della NATO” ed espletata una critica interna alle dichiarazioni polemiche del segretario della NATO, Stoltenberg, nei confronti dei Paesi dell’Unione Europea nella NATO, perora anche lui la costruzione di una “comune difesa europea”. La specificità del suo intervento sta nell’indicare la Francia -e non la Germania- come Paese-guida di questa difesa comune, per due ragioni: ha il diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell’ONU ed è dotata del nucleare.

Da decenni la narrazione della costruzione europea si è basata sull’argomento principe della pace e del contrasto alle pulsioni belliche dentro e fuori il Continente. Un’attenta disamina storico-geopolitica condotta sino all’oggi mostrerebbe l’infondatezza di questo assunto. Ora si dice -senza ipocrisie bisogna riconoscere- che è necessario costruire un esercito europeo, con la premessa inevitabile di un decisore politico ‘europeo’ unico sovraordinato agli Stati, per evitare disastri come in Afghanistan. Tra le righe è come dire: gli USA hanno fallito o comunque non sono sufficienti da soli a fronteggiare scenari bellici, ebbene, ci dobbiamo pensare noi o quantomeno svolgere molto meglio la nostra parte! A far cosa? Guerre! Ne consegue che questo esercito europeo dovrebbe avere una potenza di fuoco, un coinvolgimento sociale nell’arruolamento, e non ultimo imponenti investimenti finanziari per portare morte e distruzione.

Per impedire anche questa barbarie, fuori dalla NATO e fuori dalla UE!

Sovranità, indipendenza, liberazione!

Mattarella: nella NATO e nella UE senza ‘se’ e senza ‘ma’

Il coming out di Letta (PD): sono sovranista!

Nazione e patria, stella polare di ogni liberazione/rivoluzione

Orientamenti preliminari all’idea di patria e di nazione

Le tesi sulla questione nazionale

Confederalismo/federalismo e sovranità nazionale

BCE e certo ‘sovranismo’: i disvelamenti del PEPP

Marattin, Babbo Natale e le condizionalità di Recovery e MES

MES no, MES sì

Collasso finanziario da coronavirus: è l’Unione Europea!

Coronavirus, tra Unione Europea e regionalismo differenziato

Suicidi. Tra emergenza coronavirus, Unione Europea e governi subalterni

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Fondo Monetario Europeo? “Una calamità immensa”

Pro-euro e no-euro: curiose convergenze sull’«errore dell’euro» e verità inconfessabili

“Yes, yes, alalà”, ovvero sovranismo atlantico di destra

Meloni-Monti: un siparietto istruttivo

Giorgia Meloni e Mario Monti: convergenze liberiste

Il patriottismo atlantico di Giorgia Meloni

L’anno del Dragone?

L’anno del Dragone?

Unione Europea sempre più a trazione franco-tedesca

Barroso, dalla Commissione Europea a Goldman Sachs: i miracoli delle porte girevoli made in UE

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#Noncomeprima: costruire e organizzare l’alternativa

Gli intendimenti delle classi dominanti di utilizzare la pandemia come alibi per un’inedita stretta sulle libertà collettive e del lavoro, per riorientare le scelte di consumo a favore di un sistema oligopolistico (grande distribuzione, commercio elettronico), per asfissiare i circuiti culturali indipendenti (cinema e teatri d’essai, eventi autorganizzati, occasioni di autofinanziamento) a favore delle grandi piattaforme dell’intrattenimento, per disarticolare ulteriormente il sistema dell’istruzione pubblica e, da ultimo, per risolvere con la ‘tecnica’ (vaccini) la crisi sanitaria senza investimenti sulle cure di prossimità e sulla tutela a tutto tondo della salute dovrebbero costituire una potente spinta per articolare un’alternativa.

Rifiutiamo l’idea di passare dalla padella (il mondo prepandemia) alla brace che ci viene oggi prospettata.

Intendiamo quindi lavorare politicamente a ogni livello per imprimere una virata al modello di sviluppo e al rapporto con l’ambiente, snodi di intervento ineludibili.

Non possiamo quindi che salutare con favore iniziative come il manifesto LAV (Lega Anti Vivisezione) #Noncomeprima che di seguito rilanciamo, non senza rilevare, però, che la rottura con le istituzioni promotrici della globalizzazione (UE, in primis) sia un passaggio ineludibile per costruire ‘altro’ rispetto a quello che finora ci è stato imposto.

La liberalizzazione dei movimenti di merci e capitali, la corsa al ribasso nelle condizioni del lavoro, la demolizione di politiche doganali effettive, l’austerità contabile e il disinvestimento sulle grandi infrastrutture per il benessere collettivo (sistema sanitario, scuola, alloggi popolari ma anche reti energetiche efficienti, acquedotti che non disperdono l’acqua, reti fognarie e di depurazione, centri di riciclo per i rifiuti, trasporti pubblici…) derivano da ben precise regìe e centri decisionali, declinati a cascata da un ceto politico di opachi passacarte.

Questi punti si pongono, nella sostanza, in continuità con quanto abbiamo articolato con l’aiuto di Ernesto Burgio in questi mesi e con la nostra presa di distanze tanto da posizioni di individualismo neoliberista dei piccoli Bolsonaro di casa nostra quanto dal feticismo securitario che, nei fatti, tira la volata agli interessi delle multinazionali del farmaco e dei grandi operatori transnazionali avvantaggiati dalla torsione antipopolare in atto.

Non come prima: sovranità, indipendenza, liberazione!

Numero 50 di Indipendenza con due articoli di Ernesto Burgio

Tesi sull’ambiente

Tesi di “Indipendenza” sulla sanità

***

De Rossi e il Covid: spunti per alcune riflessioni

Ernesto Burgio su WSJInternational

Covid 19 e ‘lockdown’: esempio Cuba e un interrogativo

Tesi sulla sanità

Contro il coronavirus, da L’Avana, Mosca, Pechino

Covid-19 e Servizio Sanitario Nazionale

Coronavirus e tagli alla sanità: dentro la pandemia perfetta

Collasso finanziario da coronavirus: è l’Unione Europea!

Pandemia: folgorazione o opportunismo?

Pandemia da Covid-19 e pandemonio euro-unionista

Ovvietà banali nell’era del coronavirus

Covid-19, pandemia euro-unionista e MES: Italia sotto attacco

Coronavirus, tra Unione Europea e regionalismo differenziato

Cultura contadina e cultura sanitaria

Sovranità alimentare, scelte di consumo e organizzazione politica: che fare? Note per un dibattito

Imperia: manifestazione contro la chiusura degli ospedali

Sanità in Calabria e disvelamenti del ‘caso Cotticelli’

Sui posti letto nella sanità italiana dal 1980

Coronavirus: Ernesto Burgio a RadioOndaRossa

Coronavirus, a che punto siamo? Parla Ernesto Burgio

Coronavirus: origini, effetti e conseguenze

Nazione e patria, stella polare di ogni liberazione/rivoluzione

Pandemia: folgorazione o opportunismo?

Pandemia da Covid-19 e pandemonio euro-unionista

Ovvietà banali nell’era del coronavirus

Covid-19, pandemia euro-unionista e MES: Italia sotto attacco

Coronavirus, tra Unione Europea e regionalismo differenziato

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Firme per Revoluzione Civica

Firmate e fate firmare per la presentazione della lista alle comunali e municipali di Roma del 3 e 4 ottobre 2021.

Municipio III

mercoledì 25 agosto 16.30-20.00 via Ugo Ojetti 2/6 di fronte al bar zio d’America

venerdì 27 agosto 16.30-20.00 centro commerciale porte di Roma via Alberto Lionello 201

Municipio I

Giovedì 26 agosto 10.30-13.00 Mercato Testaccio Angolo via Ghiberti e via Manunzio

Municipio IV

Giovedì 26 agosto 16.00-20.00 Via Tiburtina 543

Municipio XI

Mercoledì 25 10,30-13.00 Viale Marconi 188

Municipio XII

Venerdì 27 agosto 10.30-13.00 Viale Isacco Newton 88

Roma, presidio per Farmacap pubblica

Crisi Farmacap, sblocco dei licenziamenti e diritto alla salute

Revoluzione Civica e Indipendenza a fianco dei lavoratori Alitalia in lotta

Roma/ambulantato, concessioni e colonizzazione europea

Indipendenza e Revoluzione Civica

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Lula e Bolsonaro

Si può discutere la politica di Lula (in Brasile) da un’angolazione patriottica e socialista. Ci sono luci e ombre. Certo è che dei ‘fastidi’ agli Stati Uniti ne ha dati eccome, ad es. non piegandosi alla volontà di Washington di isolare il Venezuela o altri Stati dell’America Latina non allineati e succubi delle direttive statunitensi. Già solo per questo lo si è attaccato per via giudiziaria, per consentire l’ascesa al potere dell’ultra-destro e filo-USA Bolsonaro.

Scrive bene Luca Deperi: Il 21/08/2021 Lula ha avuto la diciassettesima vittoria in tribunale. Tuttavia si è fatto 580 giorni di carcere che hanno portato Bolsonaro alla guida del Brasile. Il giudice che incarcerò Lula finì per essere designato ministro della Giustizia e poi venne successivamente condannato per “parzialità” nei confronti di Lula, motivo per cui è fuggito negli USA

.In ogni parte del mondo hanno esportato il loro imperialismo; è nei numeri che prima o poi, in qualche luogo del pianeta, i loro collaborazionisti debbano scappare. Purtroppo ci vanno di mezzo anche tanti innocenti sia quando arrivano che quando se ne vanno.

Frei Betto a fianco di Cuba che resiste

Imperialismo straccione italofono in Sud America

Unione Europea e cura dell’ambiente: una contrapposizione di fatto

Brasile/ L’estrema destra dei ‘Chicago boys’ al potere

Il partito di Guaidò e i suoi tentativi golpisti

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Dall’Afghanistan una lezione per gli ascari di ogni latitudine

Giacomo Burresi

Militari americani che sparano sui loro stessi collaborazionisti mentre li implorano di portarli in salvo. Afgani che provano ad aggrapparsi ai carrelli dei cargo occidentali e vengono buttati giù durante il decollo… Un presidente fantoccio che fugge con quattro valige piene di dollari su un’auto diplomatica americana, dopo aver raccontato ai suoi stessi ministri che sarebbe tornato dopo una trattativa coi Talebani…..Io spero che le immagini provenienti da Kabul in queste ore facciano riflettere i vari Zelenski, e collabo’ prezzolati che affidano la propria avventura politica alla protezione del padrone americano (compresa la quasi totalità dei politici italiani)….che riflettano e si rendano conto di quanto saranno tenuti in considerazione dal loro Padrone, nel momento in cui non gli faranno più comodo.

Kabul come Saigon. “America is back”, Biden?

Dopo la disfatta militare USA in Afghanistan. Quali scenari?

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Kabul come Saigon. “America is back”, Biden?

«I talebani non sono l’esercito nord vietnamita. Non sono nemmeno lontanamente comparabili in termini di forza e capacità. Non vedremo persone evacuate dal tetto dell’ambasciata statunitense in Afghanistan. Non si possono assolutamente fare paragoni». Così l’8 luglio, in conferenza stampa, sulla situazione in Afghanistan, si era espresso il presidente USA Joe Biden, convinto della tenuta del loro governo fantoccio e dell’esercito e milizie varie che hanno addestrato per vent’anni.

Poco più di un mese dopo, tutto quell’apparato politico e militare è imploso ovunque, si è letteralmente sbriciolato in men che non si dica nel momento in cui i militari statunitensi -e quelli dei Paesi subalterni della NATO in scia- si sono ritirati dal Paese. Nulla di sorprendente, quanto all’esito, se si seguivano negli anni gli accadimenti. Tolte le poche migliaia di persone che, a vario titolo, avevano collaborato con gli occupanti e i loro governi fantoccio, e le cui immagini di disperata fuga sugli aerei in precipitosa partenza da Kabul vengono rilanciate dalle stazioni televisive internazionali, tolti sporadici scontri, prevalentemente a Kabul, il grosso dei militari si è arreso senza combattere, è passato dall’altra parte, di fronte ad un’avanzata talebana che ha confermato di avere un largo consenso anche tra la popolazione delle città che non erano già sotto il suo controllo.

Ci sono tante questioni da sviscerare non affrontabili in una rete sociale. Riguardano la narrativa occidentale sulle guerre di civiltà, vettore di interessi economici e/o geopolitici a tutto campo; la valenza delle identità culturali, nazionali e le loro interconnessioni, quando ci sono, con una fede religiosa; i valori e diritti umani, in astratto universali ma poi ‘sentiti’, declinati, concepiti in maniere radicalmente diverse in relazione al pluriverso di culture, il che apre a ‘nodi’ e a considerazioni più approfondite; le ripercussioni negli Stati Uniti, in vista anche delle loro guerre prossime venture; le ricadute geopolitiche nell’area con diversi attori (Cina, Russia, Pakistan, Turchia, Iran in primis) che non potranno essere indifferenti al maturare dei nuovi scenari; il ‘senso’, se di ‘senso’ si può parlare, della politica estera italiana, servile (agli USA in primis, alla UE in scala gerarchica discendente) e di una miseria -solo in quel Paese ventennale- senza fine.

16 agosto 2021

Dopo la disfatta militare USA in Afghanistan. Quali scenari?

Un anno fa l’assassinio di Qassem Soleimani

Marea umana a Baghdad: “USA, via dal paese!”. In nome anche di Qassem Soleimani

Storie di ordinaria (pre)potenza imperiale

Dopo il martirio di Qassem Soleimani

Il parlamento iracheno espelle le truppe USA

Terrorismo contro l’Iran

Israele, un voto per la guerra?

L’Iran nel mirino. Perché

Golfo di Oman: attacco a petroliere. USA: “Obiettivo Iran”

Oltre il Venezuela, anche l’Iran?

Una falsa notizia (‘fake new’) dell’Ansa

Trump, sanzioni all’Iran e sovranità dell’Italia

Gasdotto TAP e interessi geopolitici USA

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