25 aprile: quante sono le strade che partono dai nidi di ragno

Antifascismo, giustizia sociale e anticapitalismo: senso e prospettive del 25 aprile

25 aprile: il filo della storia, ogni contrada è patria del ribelle!

25 aprile 1945 – 25 aprile 2018: una Liberazione incompiuta

Liberazione: corsi e ricorsi storici

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

PD Veneto: la costola dell’autonomia differenziata

Alla prova dei fatti il PD è più che allineato sulla linea regionalista e se ne fa attivamente promotore, d’altro canto essendo l’espressione dell’unionismo euroatlantico non può che essere così: non solo si fa garante del quadro sistemico dato (UE/NATO) ma articola la sua linea politica sulla deformazione del quadro istituzionale interno per dar corso a quella ‘competizione tra territori’ imprescindibile per le logiche di mercato egemoni. Un’opposizione-si fa per dire- più realista del re!

Italia/balcanizzazione autonomista e neoliberismo reale

La mozione finale del 31 ottobre contro ogni ipotesi di autonomia regionale differenziata

Enti locali, autonomia differenziata e taglio dei servizi pubblici


Sud Italia, Recovery Fund e agricoltura. Manifestazione a Roma

Mobilitazione nazionale contro il DDL Boccia e per il ritiro di qualunque autonomia differenziata

Regionalismo differenziato/Stralciato il DDL Boccia: vittoria di tappa!

Sergio Mattarella su regionalismo e integrazione europea: confessioni di un anti italiano

Il lato oscuro del regionalismo differenziato

Lega e regionalismo differenziato

Integrazione europea e regionalismo differenziato: dentro la decostruzione dello Stato nazionale

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

https://noregionalismodifferenziato.home.blog/

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

13 aprile: Ucraina/ Milizie neonaziste e oligarchi, tra NATO/USA e UE

Ucraina/ Milizie neonaziste e oligarchi, tra NATO/USA e UE.

Intrecci geopolitici, ideologici, affaristici

Incontro telematico

Mercoledì 13 aprile 2022

alle ore 21:00

(info e registrazione gratuita in privato)

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Ucraina/ dal colpo di stato di Euromaidan (2014) alla guerra

Ucraina 2014: come fu formato il governo dopo Euro-Maidan

Ucraina: una sintesi dei ‘perché’

Gas, swift e un pro memoria

Ucraina/ Ripresa del conflitto. Perché.

Ucraina e ‘valori europei’: cronache dall’euroatlantismo reale

Spinelli, Friedman… E un incontro telematico

Russofobia euro-atlantica. Ora tocca anche ai gatti russi!

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

6 aprile: Draghi/ Tra atlantismo, crisi economica e allargamento della sofferenza sociale

Draghi/ Tra atlantismo, crisi economica e allargamento della sofferenza sociale

Incontro telematico

Mercoledì 6 aprile 2022

alle ore 21:00

(info e registrazione gratuita in privato)

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

L’anno del Dragone?

Draghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

Veto e disvelamento euroatlantico di Mattarella

Gli avvertimenti euroatlantici del Quirinale

Draghi all’assalto dei servizi pubblici locali

2011-2021. A dieci anni dai ‘quattro referendum’: commissariati e contenti

Draghi, trent’anni dopo

Draghi al Colle?

Il ‘why not?’ europeista di Salvini

Trattato ‘del Quirinale’…o ‘dell’Eliseo’?

Draghi al Colle? Dalla certezza all’incognita

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , | Lascia un commento

6, 7, 8 aprile: Indipendenza a Genova

6 aprile 2022 (mercoledì), dalle ore 10:00 alle 19:00, Presidio sotto la RAI (Corso Europa)

7 aprile 2022 (giovedì), dalle ore 10:00 alle 19:00, Piazza Matteotti

8 Aprile 2022 (venerdì), dalle ore 10:00 alle 19:00, Piazza dei Partigiani (Pontedecimo)

Giornali parlati, oltre che momenti d’incontro, d’informazione, di divulgazione, di dibattito.

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

I malumori e le preoccupazioni dell’atlantico Giorgio Battisti

Il compromesso Draghi-Conte sull’innalzamento al 2% del PIL per le spese militari –non più entro il 2024 ma entro il 2028– ha suscitato malumori. Se n’è fatto interprete il generale di Corpo d’Armata in riserva Giorgio Battisti, presidente del Dipartimento militare del Comitato Atlantico italiano.

Trattasi tutte e tre di personaggi che rivendicano la propria internità all’euroatlantismo, ma ragioni di opportunismo politico del M5S in caduta libera di consensi e la prospettiva, l’anno prossimo, delle elezioni politiche, hanno indotto il suo presidente, Giuseppe Conte, ad una presa di posizione ‘cattura voti’: diluire i tempi del riarmo perché le risorse siano prioritariamente destinate –Conte dixit– ai «cittadini che in questi giorni devono scegliere se fare la spesa o pagare il gas e la luce», con in più la furbizia politica di presentarsi come voce di rilancio delle parole dell’attuale tenutario del soglio di Pietro: «Ha ragione Papa Francesco, rischiamo di togliere ancora una volta fondi “a chi manca del necessario”».

All’Adnkronos (31 marzo) il generale Battisti evoca le «conseguenze tecnico-militari e diplomatiche e di politica internazionale» di questa «diatriba politica». La sua esclusiva preoccupazione è che siano state minate «l’affidabilità e la credibilità dell’Italia sia a livello dell’Alleanza Atlantica sia a livello dell’Unione Europea», visti gli impegni di arrivare al 2% del PIL per le forze armate presi al vertice NATO in Galles nel 2014 (non molti mesi dopo il colpo di Stato di Euro-Maidan, con regìa statunitense, in Ucraina).

Si mostra del tutto indifferente alla crisi energetica che, senza precedenti nella storia repubblicana, sta per abbattersi sull’Italia con conseguenze imprevedibili sul sistema produttivo, sui consumi, su settori delicatissimi come sanità, scuola, trasporto pubblico locale, eccetera, e in definitiva sulla tenuta sociale di un numero enorme di famiglie destinate ad ingrossare il novero di quelle già in stato di povertà.

Dalle parole di Battisti emerge la sua preoccupazione (uno) che rischi di saltare la candidatura italiana per il prossimo segretario generale della NATO nel 2023 (ormai in ombra il nome di Renzi, in ascesa sono quelli di Letta, Draghi, ndr); (due) che l’Italia, indicata dall’Ucraina come uno dei Paesi «garanti del cessate il fuoco», sia esclusa dalla possibilità di calcare con gli anfibi il territorio ucraino (ma USA-NATO non se ne priveranno quantunque la sua funzione militare sia di complemento); (tre) che l’Italia non abbia la «capacità di proiezione oltre i confini nazionali», che non abbia «forze di assetti navali che possano proiettarsi anche nell’Indopacifico, che è uno degli obiettivi ancorché secondario dell’Alleanza Atlantica».

Questo ci dice che, in linea con la funzione aggressiva e guerrafondaia per cui fu concepita nel 1949, la NATO vuole trascinare l’Italia nella scia delle ambizioni di riaffermazione imperiale degli USA che, in prospettiva, non escludono anche un confronto militare contro la Cina (quello contro la Russia è in via di sviluppo) per il quale Washington da tempo si sta preparando.

Ucraina/ dal colpo di stato di Euromaidan (2014) alla guerra

Ucraina 2014: come fu formato il governo dopo Euro-Maidan

Ucraina: una sintesi dei ‘perché’

Mattarella: nella NATO e nella UE senza ‘se’ e senza ‘ma’

Ucraina e ‘valori europei’: cronache dall’euroatlantismo reale

Esercito e politica estera comune europea. Romano, Canfora, Prodi…

Il generale Fabio Mini sulla guerra in Ucraina

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

30-31 marzo, 1 aprile: Indipendenza a Genova

Guerra e pandemia, stessa strategia

30 Marzo 2022 (mercoledì), dalle ore 10:00 alle 19:00, Piazza G. Ferraris

31 Marzo 2022 (giovedì), dalle ore 10:00 alle 19:00, Piazza Matteotti

1 Aprile 2022 (venerdì), dalle ore 10:00 alle 19:00, Largo Pertini

Giornali parlati, oltre che momenti d’incontro, d’informazione, di divulgazione, di dibattito.

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

La manifestazione del 26 marzo 2022

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

Mecoledì 30 marzo: osservatorio internazionale. Corsica, Palestina, Ucraina

OSSERVATORIO INTERNAZIONALE. CORSICA, PALESTINA, UCRAINA

Incontro telematico

Mercoledì 30 marzo 2022

alle ore 21:00

(info e registrazione gratuita in privato)

Corsica in rivolta

Legislative in Francia: perdita di rappresentatività e avanzata del fronte indipendentista in Corsica

Fronte di Liberazione della Corsica su ISIS e situazione internazionale

Corsica: grande avanzata per la lista indipendentista

Nazione e patria, stella polare di ogni liberazione/rivoluzione

Per un metodo del ‘che fare’ politico di Indipendenza

Fotogrammi per un’Italia da liberare

Orientamenti preliminari all’idea di patria e di nazione

Le tesi sulla questione nazionale

Fotogrammi per un’Italia da liberare

Confederalismo/federalismo e sovranità nazionale

Liberazione: corsi e ricorsi storici

Sovranismo e sovranismo, ovvero, tra ambiguità e coerenze

Ucraina/ dal colpo di stato di Euromaidan (2014) alla guerra

Ucraina 2014: come fu formato il governo dopo Euro-Maidan

Ucraina: una sintesi dei ‘perché’

Gas, swift e un pro memoria

Ucraina/ Ripresa del conflitto. Perché.

Ucraina e ‘valori europei’: cronache dall’euroatlantismo reale

Spinelli, Friedman… E un incontro telematico

Russofobia euro-atlantica. Ora tocca anche ai gatti russi!

Contro UE, NATO e governo Draghi, un siparietto con i ‘tutori dell’ordine’

Israele, un voto per la guerra?

L’Iran nel mirino. Perché

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

Palestina: scontri a Gerusalemme, in ricordo di Fadi Abu Salah e dei patrioti palestinesi

No al Giro d’Italia in Israele

Gli “Untermenschen” di Palestina

Palestina dimenticata

Roma/19 ottobre: Gaza e l’industria israeliana della violenza

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , | Lascia un commento

25 Marzo: mobilitazione per l’ambiente/ AMBIENTE E PANDEMIA: DALLA PADELLA ALLA BRACE

Oggi 25 marzo 2022 in tutto il mondo si scende in piazza per la giustizia climatica, per la salvaguardia delle risorse naturali, per politiche di effettivo contrasto al cambiamento climatico, per un’equa distribuzione delle risorse naturali e materiali.

In un mondo nel quale il degrado ambientale corre a ritmi vertiginosi (influenza aviaria, peste suina, siccità, cementificazione, aria inquinata, rifiuti dispersi nell’ambiente… solo per citare alcune emergenze senza la pretesa di essere esaustivi) e con una pandemia tutt’altro che superata, intendiamo ribadire la nostra posizione in merito e rilanciare il nostro sostegno a ogni iniziativa finalizzata a cambiare i rapporti di forza oggi sussistenti.

AMBIENTE E PANDEMIA: DALLA PADELLA ALLA BRACE

La pandemia è divenuta un alibi

– per un’inedita stretta sulle libertà collettive e sul lavoro;

– per riorientare le scelte di consumo a favore di un sistema oligopolistico (grande distribuzione, commercio elettronico);

– per disarticolare ulteriormente il sistema dell’istruzione pubblica;

– per asfissiare i circuiti culturali indipendenti (cinema e teatri d’essai, eventi autorganizzati, occasioni di autofinanziamento) a favore delle grandi piattaforme dell’intrattenimento;

– per risolvere solo con la ‘tecnica’ (vaccini) la crisi sanitaria, senza investimenti sulle cure di prossimità e sulla tutela a tutto tondo della salute e sulle infrastrutture per il benessere collettivo (scuola, alloggi popolari ma anche reti energetiche efficienti, acquedotti che non disperdono l’acqua, reti fognarie e di depurazione, centri di riciclo per i rifiuti, trasporti pubblici, lotta al dissesto idrogeologico…).

Anche l’ambiente sta pagando un prezzo altissimo: crollo del trasporto pubblico a favore del traffico privato, esplosione dell’utilizzo di dispositivi di protezione individuale, plastiche monouso e rifiuti ospedalieri (tamponi, siringhe…), agenti chimici per le sanificazioni. Anche su tale fronte si sta passando dalla padella alla brace.

In tutto ciò si sono ulteriormente acuite le sperequazioni fra la grande massa della popolazione mondiale e una ristretta cerchia di persone cui viene concesso uno stile di vita che è un vero e proprio schiaffo a qualsiasi parsimonia e ragionevolezza nell’utilizzo delle risorse (dagli yacht ai jet privati fino al turismo spaziale come ultima frontiera di un consumismo ostentato e voluttuario).

Ambiente, rivendicazioni politiche e trasformazione sistemica

Riteniamo imprescindibile una rottura con le istituzioni promotrici della globalizzazione (Unione Europea in primis) come passaggio ineludibile verso un sistema deglobalizzato, basato sul consumo di prodotti prevalentemente locali e/o nazionali e l’accorciamento delle filiere.

Indispensabile in tal senso la diversificazione delle economie nazionali, in antitesi con le logiche della globalizzazione che favoriscono le specializzazioni in un unico settore (o tutt’al più in pochi settori) e la parcellizzazione delle catene produttive, con conseguente dipendenza dai flussi globali, innescando al contempo il presupposto del sottosviluppo, ossia la monocultura (turistica, produttiva, agricola).

Occorre rompere con la logica dell’agricoltura, della pesca e dell’allevamento/acquacoltura condotti secondo logiche industriali e intensive per arginare la perdita di biodiversità e le zoonosi (passaggio di agenti patogeni dall’animale all’uomo e, potenzialmente, dall’uomo all’uomo). Solo in questo modo si possono scongiurare gli effetti devastanti dell’agro-industria sull’ambiente e la salute ripensando anche i canali distributivi dei prodotti (regolamentazione del commercio elettronico affinché sia un mezzo di accesso al mercato per i piccoli produttori e non un ulteriore cappio a favore delle multinazionali; contrasto al monopolio della grande distribuzione; accorciamento della filiera; controllo doganale sulle importazioni anche per contrastare il traffico di specie esotiche/alloctone) e le loro dinamiche con la riduzione di scarti e sprechi. In questo senso è necessario che l’accesso al cibo di qualità, sano, rispettoso della biodiversità e legato alla stagionalità sia una priorità dell’azione politica.

Non intendiamo fornire alibi alle classi politiche interne attendendo ‘decisioni globali’ per trasformare il nostro modello di sviluppo, che viceversa riteniamo un’esigenza improcrastinabile da svolgere anzitutto a livello nazionale con il pieno ripristino della sovranità politica intervenendo immediatamente sul fronte della filiera del riciclo e della riduzione dei rifiuti, sulla sovranità alimentare (sementi, fitofarmaci, concimi…) e sull’efficienza energetica (recupero del patrimonio edilizio e cemento zero), sullo sviluppo di fonti energetiche alternative e sui trasporti (stop ai voli a corto raggio con integrazione e miglioramento della rete ferroviaria a breve/periurbana-media-lunga percorrenza, traghetti di nuova generazione per le isole).

Il contrasto al modello di sfruttamento del capitalismo globalizzato e ai suoi devastanti esiti sul clima e l’ambiente è per noi una priorità d’azione: intendiamo ribadire la nostra presa di distanze tanto da posizioni di individualismo neoliberista che si saldano con i settori più obsoleti del capitalismo e delle sue filiere inquinanti quanto dalle multinazionali. Queste, con il pretesto del ‘green’, intendono percorrere nuove strade di estrazione del profitto mantenendo inalterate le dinamiche e le sue storture di fondo anche sul piano dell’usura delle risorse naturali in tutti gli ambiti in cui esse operano: dal turismo delle grandi catene che estraggono profitto dalle nostre vestigia culturali, all’industria bellica e al suo carico di inquinamento e alterazione degli equilibri naturali (esercitazioni, scorie e uranio impoverito…), fino all’industria di trasformazione delle materie prime frutto di razzìa nei Paesi del Sud del mondo (legname, carne, olio di palma…) senza dimenticare la filiera dei combustibili fossili ancor oggi drammaticamente protagonisti di disastri ambientali a terra e in mare. 

Questione ambientale e questione nazionale

Ambiente in Costituzione: la necessità di un approccio critico

#Noncomeprima: costruire e organizzare l’alternativa

Si scrive super green pass, si legge estorsione

Sovranità alimentare, scelte di consumo e organizzazione politica: che fare? Note per un dibattito

Sovranismo, diritti fluidi: cosmesi, usi e abusi…

Tesi sull’ambiente

Tesi di “Indipendenza” sulla sanità

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Corsica in rivolta

Yvan Colonna è morto. Figura di spicco del “Fronte di Liberazione Naziunale di a Corsica” era stato aggredito nel carcere di massima sicurezza di Arles il 2 marzo e strangolato. A compiere l’atto un detenuto jihadista, Franck Elong Abé, camerunense, una condanna a 9 anni di carcere; ha motivato il suo gesto per averlo sentito bestemmiare e “parlar male del Profeta”.

Non si fermano qui, per gli indipendentisti, le circostanze poco chiare. Dai filmati di sorveglianza si vede che Colonna, in quel momento solo nella palestra del carcere, viene soccorso dopo 8 minuti, nonostante fosse sottoposto a sorveglianza continua, e soltanto perché ad avvertire i secondini è addirittura l’aggressore. Poi la degenza in coma post-anossico, la morte cerebrale conclamata, quindi la morte.

Yvan Colonna, 61 anni, da molti anni in regime di sorveglianza speciale, era detenuto per una serie di condanne relative ad azioni contro le istituzioni francesi e per l’ergastolo comminatogli per aver fatto parte del commando che nel 1998 uccise il prefetto Claude Erignac, circostanza, questa, da lui sempre negata.

Dal giorno dell’aggressione la Corsica è in fiamme. I vari gruppi nazionalisti corsi, che considerano Colonna un prigioniero politico, sono scesi in piazza contro il governo indicato come il mandante dell’aggressione. Uno slogan (“Statu Francese Assassinu”) sta accomunando da allora, ogni giorno, in tante città grandi e piccole della Corsica, manifestazioni, cortei, presidi, scontri, attacchi a caserme e a palazzi istituzionali come la prefettura di Bastia, messa a ferro e fuoco, e l’assalto, con conseguente irruzione, al palazzo di giustizia di Ajaccio. In diverse occasioni sono stati esplosi colpi di arma da fuoco, granate GM2L e proiettili di gomma calibro 40mm, con un bilancio crescente, nei giorni, di feriti tra manifestanti e forze dell’ordine. Significativo, anche per i numeri, il protagonismo di liceali e universitari, come emerge dalle immagini e come è stato sottolineato, con stupore e preoccupazione, dalla stampa francese: l’università di Corti e molte strutture tra collegi e licei sono state occupate.

Ad Ajacciu, iscritti al sindacato nazionalista STC (Sindicatu di i Travagliadori Corsi), maggioritario sull’isola, hanno impedito al traghetto di Corsica Ferries di far sbarcare gli agenti anti-sommossa e i mezzi provenienti da Tolone come rinforzi per reprimere le manifestazioni. Dopo 14 ore li hanno costretti a far rientro in Francia, consentita la discesa ai soli passeggeri civili.

L’assassinio di Yvan Colonna si è trasformato, inaspettatamente, in un detonatore con l’esplosione di mobilitazioni e proteste in tutta la Corsica, che si stanno intrecciando alle lotte sociali contro l’aumento del costo della vita e alle conseguenze critiche (ad esempio la flessione del turismo) della pessima gestione sanitaria e sociale dell’ “emergenza Covid” da parte delle autorità francesi.

Corsica Libera vuole l’immediato rilascio di tutti i prigionieri politici e l’apertura di un processo di soluzione del conflitto intorno ai diritti politici, culturali e sociali del popolo corso.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, sta cercando di correre ai ripari. Le presidenziali sono alle porte: il 10 aprile con eventuale ballottaggio il 24.

La settimana scorsa ha inviato il ministro dell’Interno, Gérald Darmanin, con una proposta di colloqui per un’autonomia rafforzata dell’isola. Per gli indipendentisti è insufficiente. L’inizio delle trattative è stato fissato per aprile.

Legislative in Francia: perdita di rappresentatività e avanzata del fronte indipendentista in Corsica

Fronte di Liberazione della Corsica su ISIS e situazione internazionale

Corsica: grande avanzata per la lista indipendentista

Nazione e patria, stella polare di ogni liberazione/rivoluzione

Per un metodo del ‘che fare’ politico di Indipendenza

Fotogrammi per un’Italia da liberare

Orientamenti preliminari all’idea di patria e di nazione

Le tesi sulla questione nazionale

Fotogrammi per un’Italia da liberare

Confederalismo/federalismo e sovranità nazionale

Liberazione: corsi e ricorsi storici

Sovranismo e sovranismo, ovvero, tra ambiguità e coerenze

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento