Ottobre rosso. Il giorno dell’assalto al cielo

Il 7 novembre (25 ottobre secondo il Calendario Gregoriano) del 1917 aveva inizio una rivoluzione destinata a lasciare un segno importante nella storia del Novecento: i bolscevichi, guidati da Lenin, assaltavano il Palazzo d’Inverno a San Pietroburgo, mettendo in atto il primo tentativo di transizione dal particolare modello capitalistico russo vigente con gli Zar ad un modello di società ‘altra’ che rivendicava una prospettiva socialista. I bolscevichi s’inserirono nelle contraddizioni aperte dalla grande macelleria umana in corso (la Prima Guerra Mondiale) e diedero una risposta politica alla prostrazione delle classi subalterne russe: immediata fuoriuscita senza condizioni dalla guerra; confisca di tutte le grandi proprietà fondiarie; nazionalizzazione di tutte le terre del paese e loro messa a disposizione dei Soviet locali dei salariati agricoli e dei contadini. Si annunciava la nascita della Repubblica dei Soviet degli operai, dei salariati agricoli e dei contadini.

Il 24 novembre 1917 Antonio Gramsci sull’Avanti, quotidiano del Partito Socialista Italiano, parlava della rivoluzione bolscevica come di una “rivoluzione contro il ‘Capitale’ di Karl Marx. ‘Il Capitale’ di Marx era, in Russia, il libro dei borghesi, più che dei proletari. Era la dimostrazione critica della fatale necessità che in Russia si formasse una borghesia, si iniziasse un’era capitalistica, si instaurasse una civiltà di tipo occidentale, prima che il proletariato potesse neppure pensare alla sua riscossa, alle sue rivendicazioni di classe, alla sua rivoluzione. I fatti hanno superato le ideologie. I fatti hanno fatto scoppiare gli schemi critici entro i quali la storia della Russia avrebbe dovuto svolgersi secondo i canoni del materialismo storico. I bolscevichi rinnegano Carlo Marx, affermano con la testimonianza dell’azione esplicata, delle conquiste realizzate, che i canoni del materialismo storico non sono così feroci come si potrebbe pensare e come si è pensato. Eppure c’è una fatalità anche in questi avvenimenti, e se i bolscevichi rinnegano alcune affermazioni del Capitale, non ne rinnegano il pensiero immanente vivificatore. Essi non sono “marxisti”, ecco tutto; non hanno compilato sulle opere del Maestro una dottrina esteriore di affermazioni dogmatiche e indiscutibili”.

Qui sta il lascito più significativo che rileviamo già solo nell’attivazione di quella rivoluzione: la capacità politica di leggere gli eventi correlando situazione internazionale e condizione specifica della società russa; un approccio non dogmatico sul soggetto sociale portatore del cambiamento; l’intelligenza di legare istanze delle differenti componenti sociali a diverso titolo sfruttate e dominate in vista di un cambio di società, innestando una progettualità sociale avanzata, da rettificare strada facendo, all’interno delle rivendicazioni generali nazionali del popolo russo. Impiegando al meglio le armi della scienza marxiana, la teoria si è interfacciata e plasmata con la prassi e si è proceduto imparando dagli avvenimenti.
Altro tema è, quindi, l’interrogarsi sui percorsi susseguenti a quell’atto rivoluzionario.

Anche in Italia l’aggressione capitalistica, per il tramite dell’atlantica Unione Europea, alle sovranità nazionali, ai diritti dei lavoratori, alla solidarietà sociale e alle conquiste di anni ed anni di lotte, pone in risalto, oggi più che mai, l’urgenza di un’alternativa al sistema politico/economico oggi dominante.
Ad oltre un secolo di distanza, quel colpo di cannone dell’incrociatore Aurora, che segnò l’inizio della Rivoluzione, simbolicamente riecheggia ancora nelle lotte di liberazione nazionali in corso per un cambiamento nei rapporti di produzione e negli assetti di società.

“Indipendenza”

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Giorgio Bianchi sulla Siria

Giorgio Bianchi sulla Siria

 

Con Giorgio Bianchi alla redazione de il Fatto Quotidiano

Dopo la lettera aperta di Giorgio Bianchi: anche Indipendenza all’incontro con il Fatto Quotidiano

Lettera aperta di Giorgio Bianchi a Marco Travaglio su politica estera e deontologia del giornalista

Esprimiamo la nostra solidarietà a Giorgio Bianchi dopo il suo arresto in Ucraina

Roma 17 maggio: conflitti in Siria e Ucraina con il fotoreporter Giorgio Bianchi

Roma, 21 giugno: incontro con il fotoreporter Giorgio Bianchi su Ucraina e Siria

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , | Lascia un commento

Roma, 8 novembre: quali evoluzioni per la crisi dell’utopia californiana e della Silicon Valley?

Che l’utopia californiana della Silicon Valley sia in crisi è ormai evidente. Ma cosa possiamo aspettarci?

Ne parleremo con Vincenzo Luise, autore del libro “Le forme dell’innovazione nell’Ideologia Californiana”

Introduce Whylton Ngouedi Marocko

venerdì 8 novembre 2019 alle ore 18,00
in via Pullino 1 (fermata Metro B “Garbatella”)

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

roma 8 novembre

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Umbria, dalle urne

Qualche considerazione sul voto regionale 2019 in Umbria (703.596 aventi diritto).
Innanzitutto un’affluenza elettorale (455.184 votanti – 64,69%) più alta se comparata a quella delle regionali del 2015 (391.210 votanti – 55,43%) e di pochissimo inferiore al voto di pochi mesi fa –il 26 maggio– per il parlamento europeo (465.177 votanti – 67,69%) a significare la volontà di strati consistenti di popolazione di far sentire la propria voce in un misto di fermento e malessere diffuso, per quanto sia ancora ‘fuori’ una porzione consistente di popolazione che si è astenuta (il 35%).

Rispetto al maggio scorso, al netto della diversa natura e ‘valenza’ politica elettorale, si registra un dimezzamento del M5S (sceso a numeri di poco superiori al… partito di Berlusconi!), una leggera flessione per Lega e PD, che è più significativa per Forza Italia in costante discesa, con –invece– una forte ascesa di Fratelli d’Italia (FdI). Un centrodestra che conferma la linea di tendenza verso un rafforzamento bipolare (Lega e FdI) più che tripolare (con Forza Italia), la cui forza d’insieme è allo stato data dal presentarsi all’opposizione nel Paese. Tutt’altro che un asse, però, stante le profonde fratture reciproche e interne (Lega) e soprattutto, a ben analizzarne le istanze politiche, un’illusoria alternativa al già precario e da oggi più scricchiolante governo Conte due, essendo Lega e FdI interni al campo neoliberista euro-atlantico: la Lega ha avuto modo di evidenziarlo nei suoi mesi al governo soprattutto per ciò che millantava di voler fare e che poi ha ritrattato.
Il fantasmagorico ‘sovranismo’ di Lega e FdI, non a caso pompato dalla grancassa massmediatica pur in presenza delle continue smentite di fatto dei soggetti in causa (atti, prese di posizioni, proposte…), si sta mostrando come un’operazione di drenaggio delle aspettative di forte cambiamento che provengono dal Paese destinate ad essere da quelle forze disattese. Il loro programma liberistico, ammantato di ‘socialese’, si contrappone fittiziamente al meccanismo di stritolamento economico-sociale euro-unionistico che è alla base del degrado anche dell’Umbria, e non a caso trova sublimazione in quel “regionalismo differenziato” (anti-nazionale ed anti-sociale) che da decenni è nei desiderata ‘europeisti’ franco-tedeschi per invalidare, se non disgregare, un ‘competitor’ possibile come l’Italia. Insomma, ancora regge l’illusorietà di un ruolo alternativo delle destre allo sfascio determinato dal combinato UE-euro, illusorietà non smascherata ‘a sinistra’ (da molti anni anche le tornate elettorali sono lì a dimostrarlo) per l’insipienza
a-nazionale, europeista, quindi fattivamente non socialista, di chi pure agita ed urla il “pericolo delle destre”.

‘A sinistra’ il PC di Rizzo passa dai 7001 voti delle europee ai 4484 del capolista regionale Rubicondi (i voti alla lista sono 4108). PCI e Potere al Popolo, presentatisi insieme, ottengono 2098 voti il PCI e 1345 Potere al Popolo (il capolista Camuzzi: 3846), laddove alle europee, uniti ne “La Sinistra”, i voti erano stati 9427. Insomma, nel suo insieme, un forte ridimensionamento di numeri peraltro già ultra modesti, nonostante anche in questa regione non mancassero le ragioni per raccogliere in abbondanza voti di protesta, ‘antagonisti’: forte crisi economica, deindustrializzazione galoppante, agricoltura in sofferenza prolungata, disoccupazione ed emigrazione in crescita, “sanitopoli”, terremotati sostanzialmente abbandonati a loro stessi, eccetera.
Queste forze ancora una volta (e forse sarebbe necessario interrogarsi a fondo sul ‘perché’) mostrano di non saper intercettare una domanda politica di cambiamento che esiste eccome nel Paese, ma che finora non ha trovato una degna rappresentanza stante l’offerta pseudo alternativa delle destre.

La dichiarazione sul fallimento dell’«esperimento» (così l’ha definito “il Capo” del M5S, Luigi Di Maio) giallo-rosée in Umbria, preludio possibile alla caduta del governo Conte due, è positiva perché aprirebbe ancora meglio una crisi dentro entrambi i partiti (M5S e PD). Certo, c’è già chi è in campo per scongiurare quantomeno ‘adesso’ questo fallimento, rinviando una sorta di verifica a dopo la tornata elettorale che ci sarà a gennaio in Emilia-Romagna. Vedremo.
Queste prossime regionali avranno un significato politico maggiore rispetto al voto in Umbria, non solo per il maggior numero di elettori (circa 3 milioni e mezzo) ma anche perché si entrerà ancor più nel cuore del sistema di potere del PD, sia come verifica dell’auspicabile sua non-tenuta sia per le ambizioni del regionalismo –speculare ed altrettanto devastante rispetto a quello delle destre– del ‘governatore’ uscente Bonaccini.
Per altro verso la china del M5S, proseguendo, aprirà praterie e libererà energie che in parte, congiunturalmente, le destre possono ancora intercettare, ma alla lunga non soddisfare, stante la loro natura di internità al quadro sistemico dominante, euro-carolingio o euro-atlantico che sia.
Resta sempre, mai esplorata fattivamente in questo Paese, la via maestra del connubio naturale ed ineludibile tra le tante istanze di emancipazione e rinascita che provengono dalla società italiana (da raccordare in un progetto di alternativa al sistema di potere dominante) e la preliminare conquista popolare della sovranità e dell’indipendenza nazionali. Non ci sarà mai cambiamento effettivo se non ci si farà potere, governo non imbrigliato da vincoli di dipendenza e di sudditanza.
Per questo fine –per una sovranità non qualunque, non confusionaria e non approssimativa– “Indipendenza” opera da tempo. Per chi si senta in sintonia, l’invito è a contattarci per entrare meglio nel merito del lavoro politico da portare avanti e che in alcune battaglie ci vede impegnati insieme ad altri.

Il cosiddetto sovranismo di destra italiano: un’antitesi fattiva

Sulla Lega salviniana, tutt’altro che ‘sovranista’ e ‘nazionalista’

Attenti a quei due (Conte e Salvini)!

Il patriottismo atlantico di Giorgia Meloni

“Yes, yes, alalà”, ovvero sovranismo atlantico di destra

Draghi-Mattarella: Italia in amministrazione controllata

Veto e disvelamento euroatlantico di Mattarella

Gli avvertimenti euroatlantici del Quirinale

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Salvini e il nuovo corso atlantico trumpiano

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Roma, 15 novembre: regionalismo differenziato e Unione Europea, contro l’attacco all’unità nazionale e ai diritti sociali.

Regionalismo differenziato e Unione Europea: contro l’unità nazionale e i diritti sociali.
Che fare?

L’iniziativa si inscrive nella campagna del comitato “Per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata”. Indipendenza vi ha aderito da subito e ha contribuito alla divulgazione della prima assemblea nazionale del 7 luglio scorso.
A livello nazionale, nei luoghi dove è presente, Indipendenza farà la sua parte. A Roma ha costituito i Comitati di Scopo dei Municipi II, IV, VIII, IX, XII e XIV aperti a chiunque condivida questa rivendicazione, Comitati che agiranno in coordinamento tra loro e con altri analoghi della Capitale.

A Roma, venerdì 15 novembre 2019, alle ore 20,30
via Pullino 1 (fermata Metro B “Garbatella”)

evento facebook

https://noregionalismodifferenziato.home.blog/

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

indi 15 nov

Lega e regionalismo differenziato

Sergio Mattarella a Belluno: regionalismo differenziato

Senza critica all’Unione Europea, nessuna critica al regionalismo differenziato ha senso

Paolo Maddalena in opposizione al regionalismo differenziato

Regionalismo differenziato, questione settentrionale e puntini sulle “i”

Dopo il referendum in Veneto e Lombardia: quali prospettive

Al referendum sull’autonomia in Lombardia e Veneto vota “NO”

Indipendenza per il NO al referendum sull’autonomia del 22 ottobre in Veneto e Lombardia

https://noregi

 

 

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Roma, 24 ottobre: Indipendenza e regionalismo differenziato e le iniziative politiche

– Ultime di Indipendenza a eventi (resoconto)
– Sulla campagna per il ritiro di ogni autonomia differenziata

A Roma, giovedì 24 ottobre 2019, alle ore 19,30
via Luigi Barzini senior, 38
(tra metro Quintiliani e Monti Tiburtini;
traversa di via Filippo Meda)

 

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org
indi ottobre 19
Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , | Lascia un commento

Roma 22 ottobre: tra autonomia differenziata e unità della Repubblica

Tra autonomia differenziata e unità della Repubblica: che relazione tra art. 5 e art. 116 della Costituzione?

Roma, martedì 22 ottobre, ore 17.30
in via Flaminia 53 – Sala Bianca

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

https://noregionalismodifferenziato.home.blog/

L'immagine può contenere: testo

Pubblicato in Senza categoria | Contrassegnato , , , , , , , , , , , | Lascia un commento