Fotogrammi per un’Italia da liberare

Camminare per le strade di Roma, trovarsi a passare davanti ad una scuola… Ragazzi che escono, ragazzi che corrono, ragazzi che urlano, dei genitori in attesa, il traffico veicolare, lento, sulla strada antistante. Tra mille pensieri non sfugge l’anomalia, un fatto insolito, che riempie il cuore prima di incredulità e subito dopo di gioia. Attraversare, avvicinarsi alla scuola, fermarsi sulla strada con il cellulare in mano, mentre l’occhio corre veloce per osservare meglio, controllare. Ma è proprio così, e il fatto è da immortalare subito: non sventola la bandiera dell’Unione Europea, non sventola il simbolo dell’entità coloniale voluta dagli Stati Uniti dal secondo dopoguerra ed oggi spazio di con/dominio e di contesa tra carolingi (direttorio franco-tedesco) ed atlantici (impero statunitense).

Diverse foto spostandosi un po’ qua e un po’ là, sempre sulla strada. Il traffico è bloccato per alcuni istanti, ma non si può fare altrimenti. Scusarsi con un gesto della mano all’indirizzo di chi è al volante, indicare la scuola… Diversi guardano la scena, il ‘fotografo’ e l’obiettivo fotografato. Qualcuno intuisce, si avvicina, chiede. Indicare la poesia di quel luogo, affermare la necessità di ammainare quella bandiera coloniale in tutti i luoghi pubblici del Paese. Lo si potrà fare solo lottando.
Ci sarebbe da aggiungere che anche un’altra bandiera –a stelle e strisce– sarà da accompagnare alla porta. Il traffico è bloccato e, davvero!, nessuno suona. Ma è giusto non abusare della pazienza. Poche parole a chi si avvicina: riprenderci la sovranità, l’indipendenza, ricostruire una società, liberare la nazione per riprenderci i diritti sociali, una dignità del vivere. Invitare a cercare l’associazione Indipendenza sulla rete. Bisogna agire, lottare…
Andar quindi via. Altrove c’è chi aspetta.

Pensare di pubblicarla, di condividerla. Poi decidere di aspettare un po’, di ripassare davanti a quella scuola, per verificare. E così, un paio di settimane dopo è come un paio di settimane prima. Si può fare, si può pubblicare. Niente di che, una piccola cosa, l’immagine (il sogno…) di qualcosa che potrà tornare ad essere, ma diversamente da prima. Una effettiva patria socialista che l’Italia non ha mai conosciuto, al di là di grandi narrazioni…
In qualche modo sarà da conoscere quella scuola, il mondo che la anima. Forse non è casuale, forse c’è qualcosa anche lì, oltre l’insolito, che Indipendenza deve intercettare, con cui parlare, con cui possibilmente camminare insieme.
Comunque sia, sempre senza tregua!
Per la sovranità e l’indipendenza nazionale, per una patria socialista, per la liberazione, solidali sempre con le patrie socialiste e con quelle in lotta per il socialismo, nelle diverse declinazioni che siano. Senza sovranità e indipendenza nazionale, nessuna liberazione sociale sarà mai possibile.

L'immagine può contenere: cielo, albero, pianta, abitazione e spazio all'aperto

 

Fa sempre piacere ricevere immagini di Indipendenza che entra nelle case, che stimola, che viene apprezzata. È un piacere non per sé, ma per l’Italia liberata che potrebbe nascere. Leggere sì, formarsi, prepararsi, ma allo stesso tempo agire, lottare, costruire intanto un nucleo nel proprio paese, nella propria città. Poi da cosa nasce sempre cosa. Volere è potere!

L'immagine può contenere: 3 persone

 

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Informazioni su associazioneindipendenza

Rivista patriottica e sovranista italiana impegnata in una battaglia di liberazione sociale dall'egemonia euroatlantica rifacendosi ai valori della Resistenza
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