L’Italia contesa da padroni esterni

Tra diversi ‘nodi’ del contendere c’è il gasdotto tra Russia-Germania in costruzione. Si chiama Nord Stream 2. La russa Gazprom ci ha investito oltre 20 milioni di euro e si occupa dei lavori con il forte sostegno politico della Germania tanto che il parlamento del Land tedesco del Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha approvato l’istituzione di un fondo che consenta di aggirare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti trasferendo risorse pubbliche (un importo complessivo di 200mila euro) al fondo destinato al Nord Stream 2 e appunto controllato da Gazprom.

Washington minaccia sanzioni a chiunque collabori all’opera ottenendo così la fuga della norvegese Dnv. Questi avrebbero dovuto testare e certificare la sicurezza delle infrastrutture. In passato (dicembre 2019) erano fuggiti –sempre di fronte alle sanzioni statunitensi– gli svizzeri di Allseas impegnati nella posa dei tubi: un intoppo che ha costretto i russi a sospendere i lavori per oltre un anno.

Recentemente gli Stati Uniti hanno inviato lettere minacciose a tutte le imprese che a qualsiasi titolo stanno collaborando con Gazprom per il raddoppio del gasdotto. Vengono minacciate sanzioni sia ai finanziatori dell’opera (Shell, Uniper, Wintershall Dea, Omv, Engie) sia a chiunque abbia assunto un ruolo utile alla sua messa in funzione come ad esempio gli svizzeri di Zurich Insurance Group, anche loro pare in procinto di rinunciare al lavoro.

L’opera è completa al 94%. Manca un tratto di un centinaio di chilometri in acque danesi per cui sono stati rinnovati tutti i permessi necessari in Europa ma il Congresso USA ha approvato a Capodanno nuove sanzioni, da qui le lettere di cui sopra.Notare che le precedenti sanzioni furono volute da Trump. Biden, quando era il vice di Barack Obama, si era detto contrario al Nord Stream 2.

Insomma, possono pure cambiare i tenutari della Casa Bianca ma le loro politiche strategiche, senz’altro quelle imperiali e capitalistico-egemoniche, no.Ciò è ennesima premessa per aver chiaro una cosa: l’Italia politica si divide tra chi vuole il Paese servo della Germania (area PD) e quelli che lo vogliono servo degli USA (area FdI – Lega). Non esiste ad oggi in parlamento un’alternativa a questo. Draghi, ‘format’ atlantico, non è mai piaciuto ai tedeschi. La Bild, ai tempi della sua presidenza alla BCE, arrivò a dipingerlo come un Dracula intento a succhiare il sangue dei risparmiatori tedeschi. Jens Weidmann, da governatore della Bundesbank, di lui disse: “ha superato il limite”. Ovviamente anche la nomina del futuro Presidente della Repubblica sarà dipendente dal duello Germania-USA e non saremo noi a deciderne il vincitore.

Gasdotto TAP e interessi geopolitici USA

Tav e Recovery Fund, tra affarismi e cessioni di sovranità

ass.indipendenza.info@gmail.com – info@rivistaindipendenza.org

Informazioni su associazioneindipendenza

Rivista patriottica e sovranista italiana impegnata in una battaglia di liberazione sociale dall'egemonia euroatlantica rifacendosi ai valori della Resistenza
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...