Patrimoniali alla Robin Hood? Non dentro la gabbia UE

Una patrimoniale sui ricchi contro la crisi? Un’idea suggestiva e maliziosa. Vediamo. C’è patrimoniale e patrimoniale ovviamente, con implicazioni differenti, così come soggetti ‘coinvolti’ e ammontare di introiti. Vigenti in Italia ce ne sono molte a colpire ‘verso il basso’, dalle imposte sugli immobili, al bollo auto, all’imposta di registro e sostitutiva, eccetera. In un contestato emendamento alla legge di Bilancio per il 2021, Nicola Fratoianni (LeU) e Matteo Orfini (PD) ne propongono una di ben altro tenore, con Beppe Grillo di sponda ed il “no” del governo (M5S-PD) e del centrodestra. L’emendamento prevede per tutti l’abolizione dell’IMU, dell’imposta di bollo sui conti correnti bancari e sui conti di deposito titoli, e l’istituzione di un’imposta sostitutiva sui patrimoni a partire da 500 mila euro. Se ne sottolinea l’importanza per la sostenibilità del sistema creditizio in crisi e l’attuazione di politiche sociali atte a contrastare gli effetti prodotti dalla crisi acuitasi (acuitasi!) con la pandemia Covid 19, ma si elude il ben più decisivo ‘nodo’ del sistema euro-unionistico di spoliazione e pauperizzazione (tramite arma del debito, privatizzazioni, ‘triturazione’ dei diritti sociali, ecc.).

Quindi, realisticamente, che fare ‘qui’ e ‘adesso’? Un qualcosa di ancora più robusto di una patrimoniale che, se mai varata (e alla fine ‘come’!), per la libera circolazione dei capitali e le normative UE difficilmente toccherà le grandi ed evasive ricchezze nella pur modesta misura prevista e in modo assolutamente non soddisfacente risponderà alle finalità di cui sopra, stante il grave e profondo stato di prostrazione in cui da tempo versa il grosso della società italiana. Ribadiamo –e perché maturino consapevolezze e consensi sociali– che andrebbe rivendicata, come obiettivo intermedio, l’introduzione di una moneta parallela all’euro, con rapporto 1 a 1, garantita dallo Stato e riconosciuta solo sul territorio nazionale, per rendere possibili e adeguati gli investimenti pubblici e il sostegno a tutti i redditi e le famiglie in crisi.

Un obiettivo possibile? Assolutamente sì. Raggiungibile? Assolutamente no! Il governo di turno e le istituzioni UE che lo sovrintendono non l’accetteranno mai in sé e perché potrebbe preludere ad ‘altro’. Servirebbe una ben diversa classe dirigente e ben diversi rapporti di forza nella società italiana. Ma è in vista di queste prospettive che è bene che circolino certe idee-forza e diventino assunto diffuso certe proposte, configurandosi così uno scenario possibile di sovranità nazionale e di indipendenza politica (monetaria, finanziaria, legislativa, economica) e, con esso, un’alternativa di società.

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