Su Diego Armando Maradona

(…) Si è detto che non è stato Madre Teresa (e mi vien da dire meno male, ché pure quella aveva i suoi scheletri nell’armadio) e non è stato Che Guevara, non ha scoperto la cura per il cancro né ha mai fatto nulla di diverso dal calcio. Direi: lapalissiano. Infatti è stato un calciatore. Altrettanto lapalissianamente direi: nessun calciatore è stato come lui.Ma siamo sicuri che tutti sappiamo com’è stato lui? No, perché qui entra in gioco una delle due vere questioni…Per esempio, sappiamo tutti che andò in Venezuela a salutare la vittoria di Chavez e gli disse: “Grazie per liberarci dagli artigli degli Stati Uniti, per prenderci per mano, per farci alzare la testa, per renderci orgogliosi di essere latinoamericani”? Sappiamo tutti che Maradona ha devoluto al Venezuela molti soldi per la costruzione di campi di gioco e scuole di calcio per i bambini più poveri? Sappiamo tutti che il giorno dopo il golpe in Bolivia ha espresso la sua solidarieta a Evo Morales e al popolo boliviano? Sappiamo tutti che durante la crisi procurata dalle ingerenze statunitensi in Nicaragua non esitò a schierarsi con Ortega? Sappiamo tutti che di Correa ha detto: “E’ il futuro politico dell’America Latina, un rivoluzionario moderno che non viene dalle campagne abbracciando un AK-47, ma che ha studiato pregi e difetti del capitalismo”? E che a Maduro disse: “Quando lo ordinerai, indosserò l’uniforme per un Venezuela libero, per combattere l’imperialismo e contro chi vuole impadronirsi delle nostre bandiere”? E che di Mujica disse: “Un grande uomo che si è ridotto lo stipendio e andava in giro in sandaletti, che ha combattuto per la rivoluzione uruguaiana”? Che a Dilma e Lula disse: “Sono un vostro soldato, avete la mia solidarietà. Quando un Paese del Sudamerica è attaccato dagli Usa ed è in difficoltà, io ci sono”? Che a Hebe de Bonafini e a tutte le Madres de Plaza de Mayo disse: “Avete tutto il mio sostegno. Tutti noi vogliamo che il nostro popolo si rialzi, mangi e sia felice e sereno”? Le Madri de Plaza de Majo oggi hanno detto di lui: “Diego si è sempre preoccupato per l’Argentina. E’ amato dai giovani, lo adorano e anche noi lo amiamo come un figlio. E’ sempre dalla parte giusta. Il mondo intero lo ama perché non ha mai rinnegato le sue origini”.

Maradona ha sempre criticato la Chiesa perché non fa abbastanza per aiutare il prossimo e i poveri. Poi, ha incontrato Papa Francesco e ha dichiarato che sarebbe stato il capitano della sua squadra perché gli ha promesso che avrebbe fatto qualcosa per i ragazzi poveri.E poi, sappiamo tutti che di Putin disse: “Ha tutta la mia ammirazione perché gli anni passano ma lui ha le convinzioni e l’energia di sempre. E’ un amico dei popoli. Congratulazioni al popolo russo che lo ama”?Recentemente, dopo essere diventato presidente della squadra bielorussa Dinamo Brest, ha detto: “Ricordo Fidel Castro, per me un secondo padre, e ricordo Chavez, Gheddafi, conosco Putin e ora voglio conoscere il presidente Lukashenko. Spero che la mia presenza possa essere utile al calcio bielorusso e ai giovani di qui”.E ancora, sappiamo tutti che della Palestina disse: “Ha bisogno del nostro aiuto e io sono a disposizione”? Sappiamo tutti che regalò la sua maglietta ad Ahmadinejad in segno di riconoscenza per il sostegno dell’Iran alle nazioni libere dell’America Latina, per la sua vicinanza a Chavez e alla causa palestinese? Sappiamo tutti che il gesto fece scoppiare un vespaio di polemiche in tutto il mondo, con la comunità ebraica argentina che pretese le sue scuse? Sappiamo tutti che quelle scuse non furono mai fatte?Sappiamo tutti che, nel 1984, ad Acerra, si prestò a una partita di beneficenza su un campetto fangoso di periferia per un bambino che aveva bisogno di un’operazione urgente e costosa? Che Ferlaino si oppose ma Maradona pagò di tasca sua 12 milioni di lire per l’assicurazione contro gli infortuni per tutta la squadra del Napoli?No, perché se non sappiamo tutte queste cose, non possiamo sapere cosa sia stato Maradona. E chi parla di un sudamericano così senza sapere queste cose, agli occhi dei sudamericani e degli ultimi di tutto il mondo appare come un Cristoforo Colombo qualsiasi. (…)

da uno scritto di Luigi Mezzacappa

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