Cultura contadina e cultura sanitaria

Sono un piccolo produttore di vino e olio, vi dico come si proteggono le piante dai patogeni (con una parentesi di umana attualità). C’è un punto di partenza imprescindibile: bisogna agire per prevenire e non aspettare per curare. Chi attende a trattare la vigna quando la malattia è nel grappolo ha già perso sia in quantità che in qualità. Credo le pratiche agronomiche siano utili per capire in che modo (non) ci si doveva (e si deve) comportare col covid-19.

Si parte a febbraio con una potatura e legatura del tralcio a frutto che impedisca un eccessivo carico produttivo ed eviti ai grappoli di ammassarsi l’uno sull’altro (Questo doveva valere anche per il noto coronavirus; autobus, treni, spiagge, scuole, locali, ospedali, cerimonie ecc. no assembramenti da subito).

In primavera lo sfalcio erbe infestanti è utile a tenere lontana l’erba bagnata di rugiada dalla vegetazione della vite (No a ingressi da paesi in condizioni peggiori del nostro e utilizzare le quarantene per i rientri imprescindibili).

Arieggiare la chioma costantemente togliendo gradualmente dapprima i tralci doppi, quelli sterili e qualche foglia. Più luce entra, più aria circola tra i tralci, meno umidità c’è e più difficile per i patogeni attecchire (Via le teste di cazzo, i negazionisti, gli idioti).

Oltre a queste operazioni pratiche è fondamentale seguire costantemente il meteo, le piogge e l’umidità sono portatori di malattia. E’ uno studio scrupoloso, non si lascia nulla al caso e ci si affida ai migliori metereologi e ai dati scientifici. Si tratta con prodotti blandi e il più naturali possibile al verificarsi delle condizioni predisponenti l’infezione cioè: lunghezza della vegetazione, piogge, umidità, temperature (Test, tamponi, tracciamenti).

E’ importante conoscere i prodotti fitosanitari che si ha a disposizione, banalmente non tutto il “rame” è uguale e lavora allo stesso modo. Lo zolfo in polvere non lavora come lo zolfo bagnabile-liquido. Meglio usare, se necessario, un alluminio in prefioritura che trovarsi poi a usare le bombe a frutti formati e attaccati dalle muffe (Le mascherine non sono tutte uguali. Lavarsi e disinfettarsi le mani. Una dieta ed uno stile di vita sano ed equilibrato: avere cura del sistema immunitario non è un ‘optional’. E soprattutto la sanità ci cura se può gestire numeri piccoli, altrimenti diventa una sanità di guerra).

Se si è lavorato duramente e bene in primavera quando arriva l’estate e il grappolo ha gli acini formati comincia la discesa e ti godi i frutti del tuo operato. Se hai poltrito e cazzeggiato i nodi verranno al pettine, sarai costretto a usare prodotti forti producendo danni qualitativi al vino e finirai comunque per perdere parte del raccolto (Tutto ciò che l’occidente sta facendo ora e sarà obbligato a fare).

Con le olive la questione è analoga, cambiano i prodotti ed incidono meno le operazioni colturali ma lo schema non cambia: bisogna agire per prevenire e non aspettare per curare.

Luca Deperi (Indipendenza, Savona-Imperia).

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