Due proposte di un sovranista federalista europeo, Paolo Savona

Cosa è condivisibile e cosa no dell’intervista a “La Verità” (20 giugno 2020) di Paolo Savona? Vediamo sinteticamente. Con l’ex ministro dell’Industria del governo Ciampi e degli Affari Europei nel primo governo Conte, oggi presidente della Consob (la Commissione nazionale per le società e la Borsa), si può convenire sul MES («entra nel rapporto debito/PIL e gli effetti sullo spread sarebbero immediati e nefasti») e su ogni altra forma di indebitamento europeo («qualsiasi prestito europeo da rimborsare è una tassa»). Si tratta di un’oggettiva presa d’atto. Come non convenirne, dunque? Eppure è diffuso il convincimento, anche perché lo si induce come da quanto segue, che la diversa strumentazione d’intervento finanziario di Commissione e Banca Centrale Europa (al di là del ‘quantum’ e del ‘quando’ effettivo sarà deciso dal Consiglio Europeo) sia espressione di uno spirito d’elargizione solidaristico, disinteressato e soprattutto benefico (anche) per il nostro Paese. Savona ammette l’evidente, e cioè che «il nodo cruciale è il rapporto tra debito pubblico e Pil: se il rapporto salirà nelle dimensioni previste, il mercato reagirà. Così come reagiranno i cosiddetti Paesi frugali». Insomma, Savona non dimentica che stiamo sempre nella gabbia UE-euro!

Cosa non appare condivisibile? Le sue due proposte («emissione di titoli senza scadenza e una rendita perenne garantita al 2%» e «rafforzamento del capitale delle imprese esportatrici, offrendo una garanza statale come per i debiti») con le quali emerge l’internità ad una prospettiva europea, pur dallo stesso criticata perlomeno quanto a declinazione attuale.

La prima proposta, al di là di altre considerazioni di merito, è eufemisticamente di dubbia appetibilità (per non dire assurda!), richiedendo ai sottoscrittori un investimento sulla tenuta del combinato UE-euro (escludendone un’implosione, quindi –nelle cose possibile e per “Indipendenza” auspicabile–), sul basso tasso d’inflazione attuale, sui prescritti (dalla UE) equilibri di bilancio e un’attesa sul recupero del capitale (non quello versato essendo il titolo irredimibile) sotto forma della rendita in tempi molto diluiti. Si confida forse nella chiave di volta della solita argomentazione neoliberale di allettamento dell’investimento per i figli? Al riguardo c’è da rilevare che nell’intervista “La Verità” riporta una scadenza (35 anni) che non si trova in altre fonti e del resto, se si tratta di titoli irredimibili, non ci può essere scadenza.

La non condivisibilità riguarda anche la seconda proposta, prestando attenzione agli interessi sociali nazionali. È infatti prevalentemente verso l’interno che sarebbe necessario operare, risollevando la produzione e la domanda interna e ricreando occupazione. In tal senso sarebbe opportuno ripartire dalla produzione delle cose più necessarie, preoccuparsi di rilanciare il mercato interno, calmierando se necessario i prezzi e curando, verso l’esterno, la protezione delle voci produttive autoctone da rilanciare; tutto questo unitamente al controllo della circolazione dei capitali, alla riconquistata facoltà di emettere moneta e titoli di debito, alla ritrovata capacità d’intervento dello Stato senza dover sottostare a vincoli esterni, eccetera.

Il sovranismo europeo di Savona emerge nel passaggio in cui afferma la «zoppia» delle istituzioni europee alla nascita, riprendendo il termine di colui che lo coniò, Carlo Azeglio Ciampi, uno degli affossa-Patria italiana. In cosa consisterebbe questa «zoppia»? Nella «mancata unificazione politica del Vecchio Continente», risponde Savona, che aggiunge: «perciò c’è bisogno di riorganizzare l’architettura istituzionale nella direzione di un completamento dell’UE». Folgorato sulla via di Damasco? Forse per chi senza fondamento ritiene Savona un “sovranista” in accezione nazionale (e non europeo quale lui è, sia pur in dissenso con questa «gabbia europea in cui l’Italia si è infilata», cfr. Paolo Savona, “Come un incubo e come un sogno”, Rubbettino, 2018, p. 22), un fraintendimento clamoroso reiterato dalla stessa compagnia di giro massmediatica e da certo circuito politico.

In realtà sono tesi che Savona sostiene da molto tempo, pur non lesinando critiche agli «errori di costruzione del mercato europeo con moneta unica» (nel sintetico merito, ibidem, p. 273). Nel governo Ciampi (1993), ricorda Savona, «ho curato il ridimensionamento dell’intervento pubblico per eliminare le distorsioni e deviazioni gestionali, partecipando direttamente a livello di governo al processo di privatizzazione e proponendo di inquadrarlo nel contesto delle alleanze politico-economiche europee» (ibidem, p. 270). Della serie: come buttare via il bambino con l’acqua sporca!

Nello stesso libro scrive: «Penso di aver chiarito che non sono un “sovranista”, uno che ritiene risolvibili i problemi ricorrendo alle sovranità nazionali in un mondo che ha scelto giustamente la libera circolazione delle merci e dei servizi, anche se non delle persone, come sarebbe stato coerente» (ibidem, p. 305). Non a caso, tra le sue idee sulle modifiche da apportare all’Unione Europa in cima c’è la creazione di una scuola europea di ogni ordine e grado per l’affermarsi, dopo «più generazioni», di un consenso che porti alla nascita di un’unione politica federale «indispensabile per conciliare “la birra con gli spaghetti”» (ibidem, pp. 118 e 126). Qui si apre un ‘mondo’ (la lingua comune sarà l’inglese? Si modernizzerà la scuola ‘come’, e ‘in cosa’ consisterà lo svecchiamento delle materie di studio?).

Riconoscendo a Savona una preparazione ed una intelligenza operativa non comuni ‘dal suo punto di vista’ federalista europeo (peraltro contrastato da altri europeisti), e pur condividendo passaggi descrittivi (come quelli di cui sopra) e certi ‘nodi’ (in questa sede omessi) cui prestare attenzione, per il resto posizioni e prospettive sono inconciliabili e opposte.

Paolo Savona presenta alla stampa estera la sua ‘politeia per un’Europa diversa’

Il ‘sovranista’ Paolo Savona e la sua federalista-spinelliana “Politeia per un’Europa diversa, più forte e più equa”

Unione Europea: una razionalità strategica geopolitica delle crisi

Confederalismo/federalismo e sovranità nazionale

Il cosiddetto sovranismo di destra italiano: un’antitesi fattiva

Nazione e patria, stella polare di ogni liberazione/rivoluzione

ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

 

Informazioni su associazioneindipendenza

Rivista patriottica e sovranista italiana impegnata in una battaglia di liberazione sociale dall'egemonia euroatlantica rifacendosi ai valori della Resistenza
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria e contrassegnata con , , , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...