Per un metodo del ‘che fare’ politico di Indipendenza

Commentando un articolo di Indipendenza dal titolo Covid-19, pandemia euro-unionista e MES: Italia sotto attacco, un lettore ha posto la domanda sul ‘che fare’.
Si ripropone la risposta a beneficio di chi ci segue…
Grazie della domanda che mi consente di ribadire un punto decisivo sulle finalità di senso della presenza di Indipendenza in questa rete sociale. Veicolando articoli, analisi, proposte, promuovendo iniziative, concorrendo al dispiegamento ora a livello locale ora a livello nazionale di campagne politiche, è di tutta evidenza che come Indipendenza si intenda non solo diffondere un ‘punto di vista’, una ‘proposta/progetto’ in continua crescita di spessore e visione d’insieme, ma anche incrementare le simpatie, il sostegno, le collaborazioni, le adesioni, la partecipazione militante alle attività dell’associazione (e, collateralmente, della stessa omonima rivista cartacea che è luogo di approfondimento analitico ed elaborativo).
Irrobustire il ‘peso’ dell’associazione è funzionale, quando valuteremo le condizioni che lo consentano, alla trasformazione della stessa in un soggetto politico di livello superiore oppure (non è da escludere a priori) che si possa confluire in un contenitore più ampio. Oggi c’è di vista la prima opzione non vedendosi all’orizzonte nulla di –diciamo così– serio sulla seconda.
La tua richiesta di conclusioni ‘operative’, militanti, il ‘che fare’ insomma che evochi, non è precisato in questo scritto, e non è generalmente necessario reiterarlo a conclusione di ogni articolo, anche se non mancano talvolta dei richiami o interventi specifici in tal senso. La funzione di scritti del tipo che hai letto è ‘maieutica’, mira cioè ad intervenire sul sostrato conoscitivo e auspicabilmente motivazionale di chi ci legge, con ovvie, auspicabili ricadute su un passaggio successivo di partecipazione al lavoro politico operativo di Indipendenza. Il nostro fine è intanto quello di attivare nei territori nuclei operativi che possano poi irrobustirsi ed intervenire ad un più alto grado di incidenza a livello locale e nazionale. Dobbiamo raggiungere nel Paese un grado di presenza che sia significativo in termini numerici e di diffusione geografica, indispensabili per alzare l’asticella dell’azione politica a seguire.
Colgo quindi davvero con piacere questo tuo interesse all’azione. È parte fondamentale delle cose che facciamo andare noi in cerca di interlocuzioni. Ben venga quindi chi si propone. Non a caso il lavoro più grosso che come Indipendenza si svolge sulle reti sociali è relativo alla corrispondenza privata, con l’obiettivo di passare ad un confronto telefonico o tramite video-conferenze, il tutto propedeutico a costruire azione nei territori, irrobustendo l’agire laddove Indipendenza sia già presente o creando dal nulla nuove realtà laddove Indipendenza non lo sia.
In tal senso invito anche te, se apprezzi, a lasciare in posta privata un recapito telefonico per proseguire un confronto auspicabilmente foriero di sviluppi positivi.
ass.indipendenza.info@gmail.com *** info@rivistaindipendenza.org

Informazioni su associazioneindipendenza

Rivista patriottica e sovranista italiana impegnata in una battaglia di liberazione sociale dall'egemonia euroatlantica rifacendosi ai valori della Resistenza
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