Sui minibot

Prima l’agenzia di “rating” (valutazione) USA, Moody’s, li boccia (la loro emissione “sarebbe considerata un primo passo verso la creazione di una valuta parallela e una mossa preparatoria all’uscita dell’Italia dall’Eurozona”), minaccia (“il semplice fatto che la proposta sia tornata alla ribalta è credit negative”) e prevede di riconsiderare il “rating” italiano il 6 settembre. Poi il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: “sempre debito sono, non di certo la soluzione per il nostro debito pubblico”. Quindi Confindustria: “Incrementerebbero il debito”. Chiarissimo Draghi, presidente uscente della Banca Centrale Europea: “O sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale”. Infine nel governo, di fatto su analoghe posizioni di rifiuto, il ministro dell’Economia Tria, uomo di garanzia dei “mercati” e degli eurocrati, ben visto e sostenuto anche dal Quirinale. Insomma, non si può fare! I mini-Bot non si possono emettere!

Dal governo si risponde che si tratterebbe di debito pagato con altro debito, quindi non di un suo incremento. Titoli di pagamento su debiti già maturati e contabilizzati dalla pubblica amministrazione, ma con la positività di mettere in circolazione liquidità. Implicitamente se ne riconosce la natura di moneta parallela.
Di piccolo taglio, buoni ordinari del Tesoro, stampati in forma di banconote, privi di tasso di interesse e senza scadenza, servirebbero a saldare i debiti dello Stato verso le imprese, o i crediti di imposta pluriennali dei cittadini, o i crediti Iva delle piccole e medie imprese e dei professionisti. Verrebbero utilizzati per qualsiasi bene o servizio legato allo Stato, dalle tasse alle partecipate alla benzina ai biglietti dei treni. A garantirne il valore lo Stato, che accetterebbe i pagamenti con un cambio fisso di 1 a 1 rispetto all’euro.

Ora, non ci hanno mai appassionato le creatività tecniche ‘alter-monetariste’ di varia elaborazione, per aggirare o mitigare ‘astutamente’ le misure depressive e repressive ‘austeritarie’ imposte dall’Unione Europea, senza così metterla in discussione ‘in radice’. La caustica considerazione di Draghi già citata (“O sono valuta, e quindi sono illegali, oppure sono debito, e dunque lo stock del debito sale”) andrà sempre ricordata a smascherare illusionismi in ‘buona’ o ‘cattiva’ fede.
Detto questo, sarebbe però collusivo porsi a qualunque livello dalla parte dei dominanti eurocarolingi ed euroatlantici, convergenti nel mantenere un ruolo di sudditanza dell’Italia.
Quindi, con tutti i limiti innanzitutto politici, prima che ‘tecnici’, i mini-Bot sono utili come argomento per denunciare il sistema di vessazioni della UE e come possibile crepa per favorire nella società italiana una più allargata presa di coscienza sulla natura feroce e la negatività dell’integrazione europea. Oltre che per prospettare, su posizioni rivendicative sociali avanzate, un’idea di società differente da quella esistente.

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