Venezuela/L’ “evento dinamico” degli USA in Venezuela: estrema destra e mercenari in azione

C’è anche Erik Prince dietro il tentativo di golpe in corso in Venezuela. Ne dà notizia la Reuters. Prince, fondatore dell’agenzia privata di mercenari Blackwater poi ridenominata compagnia militare privata Academi, e grande sostenitore del presidente USA, Donald Trump, sarebbe tra i registi del piano per rovesciare il presidente socialista del Venezuela, Nicolas Maduro. Secondo l’agenzia di stampa britannica, negli ultimi mesi Prince ha ricevuto sostegno finanziario e politico da influenti sostenitori di Trump e ricchi esuli venezuelani. In incontri privati negli Stati Uniti, avrebbe illustrato un piano che coinvolgerebbe 4-5mila mercenari per operazioni di destabilizzazione nel Paese al fine di portare al potere l’autoproclamato presidente filo-USA, Juan Guaidò. Il partito di estrema destra “Voluntad Popular” di Leopoldo Lopez e dello stesso Guaidò ha mobilitato i suoi militanti per creare incidenti intanto a Caracas. Guaidò, nelle ultime ore, è apparso in un video di pochi minuti in cui da una base aerea a Caracas incita alla “rivolta armata”. I mercenari non sarebbero statunitensi per ragioni di opportunità, ma proverrebbero dall’area ispanofona dell’America Latina.

Miseramente esauritasi, nei mesi scorsi, le proteste nelle strade di poche migliaia di persone, si tenta ora con la forza. Tramite Marc Cohen, un suo portavoce, Prince ha smentito ogni suo coinvolgimento e rifiutato di rispondere ad altre domande. In precedenza, però, prima del tentativo di golpe in corso, Lital Leshem –direttore delle relazioni con gli investitori presso la società di private equity di Prince, Frontier Resource Group– aveva confermato l’interesse di Prince nelle “operazioni di sicurezza” in Venezuela.
Secondo una fonte citata dalla Reuters, Prince vorrebbe creare un “evento dinamico” nel Paese per rompere lo stallo che esiste da gennaio. Nonostante l’aumento delle pressioni internazionali tramite le sanzioni imposte dagli Stati Uniti e dai suoi alleati, l’esercito si sta mantenendo fedele alle istituzioni governative. In queste ore si segnala una mobilitazione popolare a sostegno delle legittime autorità, raccogliendo l’invito lanciato dal vicepresidente del Partito Socialista Unito del Venezuela (Psuv), Diosdado Cabello (“Stiamo sventando un tentativo di golpe di un piccolo gruppo dell’ultradestra appoggiato da ex militari, da pochi elementi dei servizi di intelligence Sebin e dell’esercito bolivariano”). Una parte sta confluendo al Palazzo presidenziale di Miraflores (nella foto del corrispondente di teleSUR, Luis Tavera) per difendere la Costituzione, il suo governo, la sua democrazia ed il presidente Nicolas Maduro.
Su Twitter, Vladimir Padrino, ministro della Difesa e comandante in capo della Forza Armata Nazionale Bolivariana (Fanb), ha dichiarato che la situazione nel Paese è sotto controllo e riferito che da tutte le unità militari dispiegate nelle otto regioni del Paese si segnala una “situazione di normalità nelle caserme sotto la guida dei loro comandanti naturali”.

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