Grecia (Tsipras) chiama Italia (Conte)

Deficit al 2,4% e non si scende! “L’Europa” capirà!
Poi no, Bruxelles non capisce e tuona. E allora si scende al 2,04% che suona simile (con i numeri ballerini, che sarà mai uno “0” qua o uno “0” là?). Sembra fatta (al ribasso del già basso!): stretta di mano Juncker-Conte e via in Italia a cantar vittoria. Poi, però…

Poi no! Arriva Pierre Moscovici, commissario europeo per gli Affari economici. Alza il suo ditino tronfio ed eccepisce: “la riduzione del deficit proposta dall’Italia non è ancora sufficiente!”. Da notare: “proposta dall’Italia”. Palazzo Chigi tace. Aspetta. Aspetta il diktat -pardon: la “proposta”– della Commissione Europea?

In questo teatro dell’assurdo mancano soltanto loro, i figuranti. Quelli de “nell’euro era meglio non entrare ma, ora che ci siamo, non ne possiamo più uscire”, quelli de “facciamoci la criptovaluta”, quelli de “cambiamo di fatto la UE dall’interno perché la sovranità monetaria ce l’abbiamo ma non lo sappiamo”, quelli de “facciamo la battaglia politica per riformare i Trattati”, quelli de “vinciamo al Parlamento europeo e ci facciamo la nostra commissione europea, dei popoli”, quelli de “democratizziamo la Banca Centrale Europea” e, soprattutto, quelli de “così non si può più andare avanti, è il tradimento di Spinelli e di Ventotene, vogliamo +Europa”!

ps. A questi non rispondiamo solo (e tanto) con “W la Costituzione del 1948”! E’ poco ‘appassionante’…

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