Oettinger e il voto: verso una “Operazione punitiva” euroatlantica contro gli italiani?

Si sa, una smentita è una notizia data due volte.
Bernd Thomas Riegert anticipa su twitter passaggi di un’intervista per Deutsche Welle News, in onda stasera, a Guenther Oettinger, commissario tedesco dell’Unione Europea al Bilancio: «I mercati insegneranno agli italiani a votare per la cosa giusta».
Dopo lo sfacciato veto contoterzista di Mattarella al governo Lega-M5S, arriva l’arrogante minaccia ‘made in UE’.
Il tweet vorrebbe essere la versione corretta del ‘lancio’ precedente e poi cancellato che diceva: «Lo sviluppo negativo dei mercati [il riferimento è all’impennata dello spread, ndr] porterà gli italiani a non votare più a lungo per i populisti».
Al di là della sceneggiata per cui il messaggio finale sarebbe la correzione di un errore di resa del precedente, a ben vedere la sostanza è la stessa.
Poco importa che, dopo il doppio ‘lancio’, il portavoce del presidente della Commissione Europea abbia dichiarato che «agli italiani e soltanto a loro compete decidere sul futuro del loro paese».

Dopo il conferimento del mandato esplorativo all’uomo del Fondo Monetario Internazionale, Carlo Cottarelli, lo spread ha cominciato a salire. Più sale, più i tassi d’interesse dei titoli di Stato italiani, per essere venduti sul mercato, necessitano di tassi d’interesse più alti con correlato effetto sul declassamento progressivo da parte delle agenzie di rating, declassamento che, ad un certo livello, fa scattare la loro equiparazione a titoli spazzatura, con relativa interruzione dell’erogazione di euro da parte della Banca Centrale Europea. Scatterebbero effetti a catena come, sia pur non immediatamente, la difficoltà e poi impossibilità a pagare stipendi, pensioni, eccetera, con riproposizione delle fila ai bancomat viste in Grecia. È questa l’Unione Europea.

Perché tutto questo, così, improvvisamente? Per punire gli italiani che hanno votato partiti rei di voler negoziare modifiche nel funzionamento dei Trattati, stante il continuo, progressivo declinare delle condizioni sociali ed economiche del Paese, e per voler attuare modeste misure sociali non all’insegna di tagli e licenziamenti. Neanche questo è possibile. Insomma, è solo una parte –questa– del cosa significhi stare nell’assurda gabbia europea in cui ci troviamo e in cui ci hanno avviato le classi dirigenti politiche di questo Paese sul finire degli Anni ’40, per adesione ideologica al padrone post bellico di questa nazione, gli Stati Uniti. Ed in questa gabbia le condizioni sono destinate a peggiorare.

Ora, perché lo spread sta salendo nonostante Cottarelli e il suo mandato esplorativo? Per spingere a dargli la fiducia? No, trattandosi di una “mission impossible”, vista la scontata bocciatura. Nelle prossime ore, forse minuti, l’uomo di Mattarella e della Troika rinuncerà al mandato o varerà un governo balneare. Oltre è molto improbabile che vada. Fiutando l’aria che tira, e per ragioni di tattica, i partiti euroatlantici come il Partito Democratico e Forza Italia hanno già dichiarato di essere orientati al voto di astensione. Qualora Cottarelli si presentasse in Parlamento, forse otterrebbe il voto della sola Bonino. Già pesantemente penalizzati nelle urne lo scorso marzo, e con molta probabilità destinati ad una sonora, ulteriore, mazzata alle prossime elezioni anticipate, per PD e FI sarebbe molto poco popolare (ed è un eufemismo) appoggiare il governo screditato di Cottarelli (per come è nato il suo mandato e per la linea ancor più austeritaria che seguirebbe).
E allora, perché lo spread? Semplice: UE, mercati, euroatlantici hanno aperto la loro campagna elettorale. Parola di Oettinger.

Indipendenza
29 maggio 2018

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