Unione Europea: uno scenario di crepe

A giorni saranno spediti agli abbonati il nuovo numero (40) di “Indipendenza” e il suo supplemento ‘foglio di lotta’. Proponiamo di seguito l’editoriale di quest’ultimo, invitando ad abbonarsi, a sostenere la stampa di “Indipendenza”.

Chi volesse dare una mano come distributore, nella propria realtà, del ‘foglio di lotta’ (8 pp., 1 euro) è invitato a scriverci in privato.

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La crisi in Grecia che peggiora senza prospettiva di soluzione (la capitolazione di Tsipras e di Syriza alla UE data, a luglio, un anno), il voto referendario britannico per la fuoriuscita dall’Unione Europea (UE), il fallito golpe in Turchia sostenuto con discrezione da Washington ed il riorientamento delle relazioni estere di Ankara che si allontana da Bruxelles e si indirizza verso Mosca –fatto senza precedenti per un Paese membro della NATO– ad aprire di fatto una crisi ad oggi di portata enorme: tutto questo dà il senso dello stato di forte criticità nell’area UE/NATO.
In questo scorcio di 2016 ed entro la metà del 2017 sono previste consultazioni elettorali e referendarie, di diverso contenuto, in svariati Paesi membri della UE. Ulteriori crepe alla tenuta di questo mostro politico e giuridico sono attesi.

In Italia, in autunno, si terrà il referendum confermativo o meno, voluto dal governo Renzi, per riscrivere in senso autoritario e decisionista l’impianto costituzionale e allinearlo ulteriormente all’indirizzo iper liberista euroatlantico. Un “NO” è indispensabile, anche nella consapevolezza che nel variegato fronte del rifiuto vi sono forze che non mettono in discussione il liberismo sancito dai Trattati europei, non sono affatto contrarie alla UE, ma per diverse motivazioni di micro potere osteggiano l’attuale governo. Un “NO”, quindi, certo indispensabile ma non sufficiente.
Nel sostenere il “NO”, è necessario far emergere l’alterità di fondo tra la Costituzione repubblicana del ’48, da ripristinare, ed i Trattati europei, la UE, con il loro portato depressivo delle economie nazionali e di annichilimento dei diritti sociali in pressoché tutti gli Stati membri. Utilizzare questo referendum, insomma, per determinare prese di coscienza e aggregazione sulle questioni di fondo della sovranità, dell’indipendenza, di un ben diverso modello di società, care a “Indipendenza”.

Il tempo non gioca a favore degli unionisti euroatlantici. Di qui il tentativo di imbellettare la UE con il rilancio, in sé infondato a conoscere le cose, della Grande Narrazione del mito di Altiero Spinelli e del Manifesto di Ventotene. Le problematiche del presente vengono così imputate non già al funzionamento e all’essenza della UE, ma al fatto che ce ne sia troppo poca (sic). L’incontro di agosto a Ventotene del trio Merkel-Hollande-Renzi s’inscrive nel tentativo di varare ulteriori riforme federaliste che consolidino l’unione monetaria in un’unione politica. Si tratta del combinato di tre rapporti (quello Bresso-Brok sul “miglioramento” del funzionamento della UE poggiando sul trattato di Lisbona, quello di Guy Verhofstadt su una evoluzione delle attuali istituzioni oltre i Trattati esistenti, e quello Böge-Beres sulla creazione di una capacità di bilancio autonoma per l’eurozona), già presentati come la più avanzata proposta di trasformazione delle istituzioni europee in senso federale dopo l’iniziativa di Altiero Spinelli durante la prima legislatura europea. Seguiranno incontri, già a Bratislava a settembre, e già si dice di voler ufficializzare il tutto sabato 25 marzo, nel sessantennale dei Trattati del 1957 e, sempre a Roma, con una grande manifestazione di piazza.
Sarà importante dare anche quel giorno la risposta che meritano. Oltre che nei territori, nelle piazze e nelle urne.

“Indipendenza”
7 settembre 2016

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Informazioni su associazioneindipendenza

Rivista patriottica e sovranista italiana impegnata in una battaglia di liberazione sociale dall'egemonia euroatlantica rifacendosi ai valori della Resistenza
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